tuttosport.com

Medicina Boga, due algoritmi per la Juve: c'è un dettaglio che fa la differenza

L'opportunità Juve

Boga, dunque, come medicina bianconera. A Udine ha permesso a Lucio di mettere in discesa una partita che rischiava di complicarsi, nonostante una buona mole di gioco e una qualità diffusa in particolare dalla cintola in su. La partita di Yildiz è stata sensazionale, Conceiçao non è stato certamente da meno (e avrebbe meritato il gol). Poi però c’è stato Jeremie a deciderla: coi movimenti giusti. E con la maturità piena di chi sa pesare la grandezza dell’opportunità che gli è stata concessa. Una consapevolezza che ha voluto ribadire lo stesso calciatore al termine della partita vinta contro l’Udinese: «Sono venuto qui per dare il meglio, in questo momento tutto va bene per me e la squadra, perciò sono contento. Lavoro sempre per giocare così e mi sento nel pieno della mia maturità».

Juve convinta

A 29 anni compiuti, la sensazione è esattamente questa qui: quella di Boga può essere la sterzata decisiva per fare il salto che gli era mancato nelle scorse stagioni, e che la situazione di Nizza ha reso praticamente impossibile anche solo da immaginare. Eppure, non era mica tutto buio quel che non trovava luce. Pur in un contesto complicato, Boga era riuscito a mettere insieme dei dati fisici, puramente prestazionali, tali da dare l’impressione di un potenziale inespresso. Più per dinamiche tattiche che tecniche, più per l’ambiente che per il giocatore in sé. La Juventus si è convinta a prenderlo anche per questo: ha immaginato e poi creduto che, cambiando la scenografia, sarebbe cambiata pure la sceneggiatura della carriera dell’esterno. Per questo motivo, nelle lunghe liste di possibili, tutti ottimi e molti rischiosi, vice Yildiz, su Boga hanno fatto la virata decisiva solo quando sono arrivati i dati fisici negli uffici di Comolli.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Read full news in source page