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La corsa Scudetto è finita? Tra Leao e Pulisic a chi deve rinunciare il Milan? La Juve gioca…

Stefano Silvestri - Anche portandosi a -5 dall’Inter, dunque in caso di vittoria nel posticipo contro la Lazio, il Milan sarebbe stato nettamente sfavorito nella corsa Scudetto. Figuriamoci ora che è a -8, divario addirittura aumentato di una lunghezza rispetto alla giornata precedente, quella dell’illusione dopo il successo nel derby. E se è vero che non è finita finché non è finita, come sosteneva il leggendario giocatore di baseball Yogi Berra, è altrettanto palese come solo un miracolo sportivo potrebbe riportare la squadra di Massimiliano Allegri a giocarsi il primo posto.

Il Milan ha avuto una chance più unica che rara. In uno stadio finalmente pieno, sì, ma contro un avversario praticamente tagliato fuori da qualsiasi obiettivo, almeno in campionato. E l’ha sprecata malamente, sia a livello di prestazione che di risultato, facendosi infilzare da Isaksen senza riuscire più a risalire la china. Il ko fa ancora più male proprio per questo motivo: perché rappresenta una doccia gelata che raffredda clamorosamente ogni entusiasmo. Perché sarà anche vero che l’obiettivo primario del Milan è sempre stato tornare in Champions League, come ripetuto fino allo sfinimento da Allegri, ma se in una settimana hai l’opportunità di portarti da -10 a -5 l’acquolina in bocca inevitabilmente ti viene.

Non è del tutto esatto dire che il tecnico abbia alzato bandiera bianca alla fine della partita, con quel “bisogna essere realisti e restare focalizzati sulla Champions”. Semplicemente perché, appunto, di Scudetto non aveva mai parlato neppure prima. Però, allo stesso tempo, è una dichiarazione che sa tanto di resa. Si chiama realismo, appunto. E a 9 giornate dalla fine, ma soprattutto al termine di un fine settimana diventato disastroso, è un sentimento inevitabile.

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