L'obiettivo con la Selecao
L'allenatore emiliano non nasconde che la gente gli chiede la conquista del sesto mondiale: "Lo chiedevano da tempo. Non è solo un obiettivo, è anche una motivazione". E alla domanda se sentisse pressione per strada e nella vita di tutti i giorni: "Qui la gente mi accoglie benissimo, sono molto rispettato e mi vogliono molto bene. L'atmosfera in Brasile è quella tipica del calcio, c'è molta passione, le persone sono molto legate a questo sport. È un paese felice e allegro, pieno di brave persone". Ancelotti ha rivelato anche di come la sua nomina abbia fatto storcere il naso a una parte dell'opinione pubblica: "La verità è che la vecchia scuola brasiliana ha reagito un po' male agli allenatori stranieri, ma come ho detto, l'accoglienza da parte di tutti è stata fantastica. Ho un ottimo rapporto con gli allenatori che lavorano qui, ad esempio al Palmeiras, al Flamengo o al Bahia. Parlo spesso con loro perché penso che possano aiutarmi a trovare giocatori, visto che molti sono in Europa, ma altri giocano qui".
Tra formazione tipo e lista
Ancelotti ha allenato alcuni dei migliori giocatori del mondo, brasiliani e non. Alla domanda dell'intervistatore sulla sua top 11 della Selecao, il tecnico verdeoro ha risposto: "In porta potrei mettere Dida. Cafu a destra, Militão o Thiago Silva come difensori centrali e Marcelo a sinistra. A centrocampo, Casemiro, Kaká… sono sicuro di aver dimenticato qualcuno. A destra, Rodrygo o dove vuole, a sinistra, Vinicius, e in attacco ho molti dubbi: Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho… ce ne sono molti". Proseguendo, Ancelotti ha fatto il punto sulla lista definitiva per chi andrà ai Mondiali 2026, non sbottonandosi: "Stilare la lista non è facile perché ci sono molte opzioni, soprattutto in attacco, dato che abbiamo molta scelta. Un po' meno a centrocampo o sulle fasce, ma c'è la possibilità di scegliere i giocatori giusti per le prossime amichevoli e per i Mondiali".
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