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Zhegrova, i minuti spariti e il mistero Juve: perché la rinascita è ancora possibile

Spalletti e il futuro di Zhegrova: occasione per rilanciarsi

Le ragioni sono diverse, e vanno ricercate nelle sue condizioni fisiche, ancora precarie per via degli strascichi della pubalgia - Edon, all’alba di fine marzo, non ha ancora i 90 minuti nelle gambe -, passando poi per le difficoltà di adattamento al nostro campionato. Specie in termini di contributi difensivi. Il gioco di Spalletti richiede sacrifici a ogni latitudine, corsie comprese: quante volte abbiamo visto Yildiz abbassarsi di 30 metri pur di aiutare la squadra a recuperare palla e uscire dalla pressione avversaria? È questo, fondamentalmente, il tasto su cui Lucio sta battendo senza sosta con Zhegrova per metterlo nelle condizioni di scrollarsi di dosso la nomea di comprimario, e ritagliarsi un ruolo da protagonista nel finale di stagione. Spalletti, del resto, sperava di concedergli qualche minuto in più, ma le economie delle ultime gare - specie quella con l’Udinese - non glielo hanno permesso. Ci vuole, insomma, uno step in più sul piano dell’autonomia fisica e della duttilità, altrimenti il kossovaro continuerà ad essere una carta da giocarsi nei finali di gara, per tentare il forcing in situazione di svantaggio. È stato così nel match con la Roma, dove è entrato benissimo, propiziando su punizione il gol di Gatti; e pure nella gara con il Galatasaray, macchiata da quell’erroraccio grossolano a tu per tu con Cakir. Insomma, patti chiari e amicizia lunga, a cominciare da stamattina, quando Edon farà ritorno alla Continassa dopo il giorno di riposo concesso da Spalletti a tutto il gruppo squadra. E chissà che già contro il Sassuolo non possa avere una chance a gara in corso per provare a rompere l’incantesimo e ritrovare il sorriso. Quale momento migliore della settimana in cui è diventato papà?

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