TORINO - Al Torino è arrivato per rinforzare un reparto che aveva bisogno, pure numericamente, di giocatori pronti ad arricchirlo. Dopo una sessione di mercato estiva in cui si era lavorato nell’ottica di una linea a quattro (quindi con due centrali più altrettanti sostituti), il passaggio alla difesa a tre aveva reso necessario un intervento. Per questo a gennaio Petrachi ha portato sotto la Mole Marianucci e poi a ruota anche Ebosse. Per arrivare all’ex Napoli si è dovuto attendere parecchio, anche a causa della lunga serie di infortuni della squadra di Conte, motivo per il quale il giocatore è stato bloccato più del previsto. Poi, una volta arrivato, Marianucci ha impiegato appena ventiquattro ore ad esordire, perché Baroni ha scelto di dargli una maglia titolare subito, già contro il Lecce. Il difensore è diventato così nel giro di poco tempo una presenza fissa nell’undici dell’ex allenatore. Lo si è visto dal 1’ anche in Coppa Italia contro l’Inter, poi di nuovo in campionato contro Fiorentina a Bologna. A Genova la prima esclusione, nella gara che invece ha segnato l’inizio di un percorso inverso per Ebosse, da lì sempre titolare. Marianucci ha perso definitivamente il posto: è rimasto in panchina senza mai alzarsi contro Lazio e Napoli, mentre con il Parma è stato spedito in campo solo in pieno recupero.
Il calo di Marianucci e le scelte degli allenatori
Una parabola discendente per un giocatore arrivato in prestito secco e che quindi rientrerà a Napoli a fine campionato. Se già prima dell’esonero Baroni lo aveva escluso, lo stesso è accaduto anche con il nuovo allenatore D’Aversa, che però conosce benissimo Marianucci per averlo già allenato ad Empoli. A tal proposito l’agente del giocatore, Mario Giuffredi, intervenendo a Radio Crc, ha mostrato tutta la sua amarezza per la mancanza di spazio che nelle ultime giornate ha avuto il suo assistito: "Marianucci sarà il difensore della nazionale italiana, nonostante molti non ne parlino bene. Dopo il Mondiale farà parte del gruppo della Nazionale poiché è uno dei difensori che ha delle qualità importantissime e verranno sicuramente fuori. Non dico il motivo per cui non ha giocato nelle ultime partite. Quello che penso di D’Aversa glielo dirò faccia a faccia quando avrò l’occasione, non pubblicamente. Non so cosa sia successo e non ci voglio entrare, ma secondo me è successo qualcosa che non so".
Le dichiarazioni dell’agente e il precedente con il Napoli
Parole che vanno nella stessa direzione di quelle pronunciate in pieno mercato, a gennaio, prima che il Torino battesse definitivamente la Cremonese nella corsa al difensore. In quella occasione Giuffredi aveva fatto riferimento al poco spazio concesso a Marianucci da Conte: "Deve decidere se Marianucci è un giocatore da Napoli. Se è così, allora deve avere il coraggio di metterlo in campo. Non uno spezzone ogni dieci anni! Altrimenti dica che non sono da Napoli e che vada a farsi un percorso per dimostrarlo. Non deve tenerlo in ostaggio. Abbiamo già da tanto un accordo con la Cremonese, è un mese che non libera i giocatori. Non ho mai visto qualcuno fare carriera dalla panchina". Da lì a dieci giorni era poi arrivato l’accordo col Torino: inizialmente di spazio Marianucci ne ha ottenuto (tanto che dopo un paio di partite aveva già superato il minutaggio dei sei mesi precedenti), fino a tornare a rivivere quanto già accaduto a Napoli. Come lui anche Biraghi - altro giocatore rappresentato proprio da Giuffredi - non ha più visto il campo: il terzino ex capitano della Fiorentina non gioca da due mesi, dalla partita contro l’Atalanta in cui, entrato nel finale, con un errore aveva dato il via all’azione del 2-0 di Pasalic.
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