Juve, tra Perin e Di Gregorio...
Nelle sue ultime 4 presenze tra campionato e Champions League, l’ex Monza ha infatti registrato un tasso di efficacia tra i pali pari al 21.4%, contro il 78.8% di Perin. Come viene calcolato questo dato? Non solo rapportando il numero di tiri ricevuti con i gol incassati, ma anche tenendo conto dell’effettiva pericolosità delle conclusioni avversarie (xGOT). Estendendo la lente al resto delle gare disputate in campionato, viene poi fuori che l’ex Monza ha concesso - complessivamente - quasi un gol in più rispetto a quelli previsti (22, contro i 21.22 stimati). In sostanza, dunque, se Di Gregorio ha parato in media 2,1 tiri sui 10 ricevuti, Perin ne ha neutralizzati quasi il quadruplo.
Sì, il livello delle avversarie affrontate nelle ultime 8 dai due portieri non può dirsi di certo assimilabile in termini di difficoltà: Pisa e Udinese hanno creato pochi problemi alla retroguardia bianconera. Ma ecco che allora entra in gioco un altro aspetto utile per “spiegare” il perché Lucio sembri intenzionato a confermare definitivamente Perin tra i pali: l’apporto nella costruzione della manovra. Di Gregorio ai lanci lunghi (43.4 quelli riusciti da inizio stagione) predilige soluzioni per i compagni ben più semplici, smistando la stragrande maggioranza dei palloni in direzione dei due braccetti.
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