Nel quinto episodio della seconda stagione di Small Talk, il podcast bianconero firmato Juventus Creator Lab e guidato da Carlo Pastore, arriva un ospite d’eccezione: Gianluca Gazzoli. Volto noto della comunicazione e della radio, si racconta in una conversazione autentica che va oltre il lavoro, toccando emozioni e passioni personali. Il dialogo si sviluppa tra ricordi e riflessioni, offrendo uno sguardo più intimo sulla sua storia. Dai primi passi, spinti dal desiderio di esprimersi, fino ai grandi traguardi raggiunti nel mondo dei media. Un percorso fatto di impegno, crescita e consapevolezza. Il tutto accompagnato da un filo conduttore speciale: l’amore profondo per la Juventus.
L'amore per la Juve
Alla domanda sul come sia diventato juventino: "Totalmente familiare, anche se mio padre in realtà è milanista, quindi c'è stato un primo periodo, in cui io ho un mio ricordo lontanissimo con un cappellino coi capelli di Gullit, proprio perché ero piccolissimo in quel periodo. Poi i miei genitori si sono separati quando ero piccolo, quindi questa cosa credo che non abbia giovato ai tentativi di mio padre di farmi diventare milanista, perché dall'altra parte avevo tutta la parte di famiglia di mia mamma che era super mega juventina. C'era una forte spinta, diciamo, dalla parte di mio nonno in primis, perché poi io sostanzialmente sono cresciuto coi miei nonni e da parte di mio zio, i miei cugini, insomma, c'era questa grande componente di vita familiare juventina che mi ha portato a essere juventino fin da subito e poi crescendo lo sono diventato, sempre di più". L'aneddoto del nonno e la stella allo Stadium: "Lui super juventino. Quando hanno inaugurato lo Stadium ero presente con mio zio, ho ancora la maglietta celebrativa e a quei tempi avevano dato la possibilità di acquistare delle stelle attorno allo stadio con il tuo nome, stile walk of fame di Holllywood, e io ricordo che un Natale assieme ai miei cugini gli abbiamo fatto questo regalo. Non ricordo quanto durasse il concordato ma la potevi tenere per un tot di anni. Un ricordo bellissimo ora che non c'è più. Tutto quello che è la Juventus l'ho vissuto con lui".
L'incontro con Spalletti
Poi Gazzoli ricorda l'incontro con Spalletti e l'allenamento Juve: "È arrivato mister Spalletti... Aura. E a parte che io non credevo sapesse chi sono, parto sempre da questo pressupposto. Mi ha fatto i complimenti, mi ha chiesto se ho cantato a Sanremo e poi mi ha detto 'Beh, se è andata bene perché evidentemente hai raspato bene'. Poi dico un'altra cosa: quando si parla di sport e del proprio sport, del cuore, della propria squadra si ritorna tutti dei bambini. Cioè è incredibile. Eravamo sul campo, vedere la squadra che fa l'allenamento e che passa. Il profumo del campo è assurdo. È assurdo. Quando ti trovi in un contesto, come quello della Juve, il centro è impressionante, di altissimo livello".
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