Lascia o raddoppia? Raddoppia, la presidenza e la puntata dei premi alla squadra. La posta in gioco è altissima e il Lotito più assediato di sempre non molla, non è tipo da gettarsi sulla sua spada. Prova a rilanciarsi ancora una volta aggrappandosi alla Coppa Italia come a un salvagente. È l’unico rimasto quest’anno. Il salvagente possono lanciarglielo solo i giocatori e sui giocatori punta avendo quasi tutto l’Olimpico contro. Il presidente è tornato al centro delle manovre di Formello nelle scorse settimane. «Ora ci penso io», uno dei suoi slogan più famosi, proclamati nei momenti topici, lo stanno udendo in tanti. Di recente ha parlato allo spogliatoio chiedendo uno scatto d’orgoglio, provando a rassicurare tutti sul futuro, riconoscendo un premio maggiore per l’eventuale vittoria della Coppa. Il primo era stato fissato in 2 milioni lordi, da aggiungere ai premi individuali già previsti nei contratti singoli. Il premio è stato accresciuto almeno del doppio. Un incentivo in più per tentare l’impresa. Lotito ci crede e non da ora. A inizio febbraio, dopo il mercato, aveva parlato allo spogliatoio e in quell’occasione aveva incitato tutti ad avere fede nel cammino in Coppa. La Lazio era in panne. Lotito si presentò al Dall’Ara nella notte dei quarti, esultò al rigore di Taylor, il lasciapassare per la doppia semifinale. Il presidente nel viaggio di ritorno in charter ricordò ai giocatori quel discorso fatto poche settimane prima.
Gli scenari
La Coppa sarebbe vitale per la qualificazione europea, in ogni caso la finale può avere un valore a prescindere: può valere la partecipazione alla finale di Supercoppa. La Lazio vi accederebbe nel caso di partita con l’Inter (da vincitrice dello scudetto) con qualsiasi risultato. La Coppa Italia, dopo la semifinale d’andata con l’Atalanta, finita 2-2, con Como e Inter in corsa, resta una roulette. Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere».
Lotito e Sarri: il futuro
Il cammino in campionato e in Coppa condizionerà parte del futuro tra Lotito e Sarri, appeso comunque ad altri punti sostanziali (dal progetto al mercato fino alle condizioni ambientali). Mau ha chiesto un mutamento di rotta: riportare i tifosi all’Olimpico e dar vita «ad un anno uno». Ma di recente ha confessato il timore che si vada incontro ad un altro «anno zero». L’Olimpico rischia di tornare spettrale e di rimanere tale fino alla fine della stagione. La contestazione infuria ancora di più, Lotito è stato accusato dai tifosi di essere illiberale e censorio dopo il caso della scenografia bloccata in Tevere. La Coppa Italia non scalda più di tanto, per adesso. Lo stesso Sarri prima dell’andata con l’Atalanta ha sentenziato che «l’esito della Coppa non cambia il futuro». Per molti sarebbe un palliativo, un euforizzante a tempo, senza un vero progetto di rilancio e un dialogo costruttivo con i tifosi l’effetto svanirebbe in tempi brevi. Per Lotito l’esatto contrario, la vittoria di chi non si sente mai vinto.
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