Non fa più male. E allora l’orizzonte si è certamente rischiarato. Se tutto andrà come deve, cioè se le smorfie lasceranno spazio a sensazioni positive, Khephren Thuram sarà a disposizione per la partita di sabato contro il Sassuolo. La botta alla caviglia è stata praticamente riassorbita e per questo Spalletti conta di riaverlo intanto oggi in allenamento, insieme ai compagni. Poi tra campo o panchina per la sfida del weekend, altro impegno decisivo se si vuole dare forza alla corsa al quarto posto, al momento comunque distante una lunghezza, che è quella dal Como. Ripartendo pure da qui, Lucio farà le sue valutazioni sulla formazione da lanciare all’Allianz Stadium, iniziando da un assunto alla base: squadra che ha vinto (e convinto) a Udine, non sarà toccata. Figuriamoci se cambiata. Dunque, 4-2-3-1. Dunque Perin, ormai portiere titolare - salvo ulteriori stravolgimenti, che Spalletti eviterebbe volentieri -, e Bremer con Kelly come coppia di centrali. Avanti insomma con la formazione che il tecnico ritiene la migliore possibile per vincere, naturalmente.
Vlahovic è ormai pronto
Ma anche per trovare quelle certezze che farebbero la differenza soprattutto in caso di nuova burrasca. Va evitata. E a tutti i costi. Di sicuro, sarà più semplice superare i soliti ostacoli con un Vlahovic in più. Dusan è ormai pronto a rimettere minuti nelle gambe, ma domani non sarà in gruppo per una gestione dei carichi. Una scelta basata sulle sensazioni e sull’iter previsto per il rientro: già prima dell’Udinese si era preso una settimana in più rispetto ai tempi previsti, e pare gli abbia decisamente fatto bene. Alla Continassa ne parlano come di un giocatore adesso in ritmo, ha però bisogno di quello partita.
E allora, eccoci qui, alla resa dei conti. Per di più nei giorni in cui effettivamente si sta discutendo il suo futuro, ossia il rinnovo di contratto tanto atteso, e da entrambe le parti. Sì, si può considerare un nuovo inizio a tutti gli effetti. E si può legare pure alle scelte che Spalletti ha in serbo per il match coi neroverdi. Perché il dubbio è quello lì, rimane e fa riflettere: David oppure no? L’attacco leggero o provare di nuovo ad appoggiarsi sulle “ripulite” di Jonathan? Per la tipologia di partita, non è da escludere un ritorno del canadese dal primo minuto, sebbene al momento sembri piuttosto complicato rinunciare alla corsa di Boga o anche al sacrificio (con qualità) di Conceiçao.
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