"Scuola? Ero un buon studente, con buoni voti, ma disturbavo. Mi piace ridere e far ridere, quindi venivo spesso richiamato. Una volta sono stato convocato nell’ufficio del preside (ride), per aver aiutato il mio amico Félix Lemaréchal (oggi al Club Bruges) che aveva litigato in mensa con alcune ragazze. Non ricordo bene perché, ma si lanciavano cose. Se il mio amico salta da un ponte, salto anche io: quindi l’ho seguito. Eravamo in tre, siamo stati puniti. Abbiamo dovuto pulire tutta la mensa e mettere le sedie sui tavoli.
A Châteauroux, quando ho iniziato ad allenarmi con i professionisti, si sovrapponeva con la scuola, quindi avevo un insegnante al centro di allenamento. Ma ero un po’ indietro. Pensavo: “Diventerò professionista, non è grave…”. Prima del diploma ho provato a spiegare alla famiglia: “Non vado a scuola da un po’, sarà difficile, non aspettatevi niente”.
Mia madre mi ha minacciato: “Ascoltami Yoan, se non porti a casa il diploma, ti prometto che il contratto – e serve la mia firma – non lo firmiamo”. Ho preso il diploma agli esami di recupero. Mi sarebbe piaciuto fare l’avvocato, per le arringhe. Anche il giornalista sportivo mi attirava. Poi ho letto come mi valutavano e ho detto: “Ah, lasciamo stare!” (ride).