MILANO - Intervistato da "L'Equipe" l'attaccante dell'Inter Ange-Yoan Bonny ha ripercorso la sua carriera. Nel racconto l'ex Parma ha anche parlato del momento più brutto di quando aveva 17 anni e stava per sbarcare in Serie A: "La serata che vorrei rivivere, paradossalmente, è la più triste. Avevo 17 anni e stavo per lasciare Châteauroux per la Juve. Durante le visite mediche i dottori hanno scoperto un problema: secondo loro non andava bene… In sostanza mi hanno detto che giocare a calcio sarebbe stato complicato. Passi dal trasferirti alla Juventus a ritrovarti con niente: è un duro colpo per un ragazzo pieno di sogni - aggiunge - Tornato a casa, sono andato direttamente al parcheggio. I miei amici stavano male quanto me, come se fosse successo a loro. Ho capito su chi potevo contare. Non lo dimenticherò mai. Ecco perché gli gli amici sono importanti… e anche i parcheggi! Quando ho firmato per l’Inter (lo scorso luglio), è lì che l’ho annunciato a tutti".
L'esultanza ed un destino nerazzurro
Bonny spiega la sua esultanza: "Uso un occhio per esultare. Con i miei amici avevamo visto un video di uno che giocava a bocce e si copriva un occhio dicendo "guarda con un occhio Teddy!" e segnava. E' diventata una battuta. Quando ho esultato così contro il Napoli era per i miei amici, alcuni pensano sia un gesto da pirata".
L'ex Parma oggi veste i colori nerazzurri che non sono nuovi nella sua vita: "Con il calcio è stato amore a prima vista. Mi chiamavano la freccia. Il mio primo kit era quello dell'Inter perché c'era Eto'o. Accetto che gli altri possano essere più, ma odio perdere. Da piccolo se la partita non andava come volevo, prendevo il pallone e me ne andavo".
Il peggior infortunio
Bonny ricorda anche il peggior infortunio rimediato: "Una volta al centro di formazione abbiamo fatto una sfida di velocità: toccare il muro per primi. Io mi tuffo per arrivare, ma era una finestra. Il braccio è passato attraverso, si è aperto e la pelle pendeva da entrambi i lati. Si vedevano le ossa. Se il taglio fosse stato due o tre centimetri più i basso non avrei più mosso pollice e indice. Mi hanno messo trenta punti".
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