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Fabrizio Ravanelli a Pietra Ligure: “Liguria diventerà mia meta di vacanza. Ecco cosa manca alla Juve”

**Pietra Ligure**. Una serata speciale per i tifosi della Juventus di Pietra e dintorni che presso il ristorante Bosio di Bardino Nuovo hanno potuto conoscere più da vicino una leggenda bianconera come Fabrizio Ravanelli, ricordato da tutti come “Penna Bianca”.

L’ex attaccante bianconero è stato invitato dallo Juventus Club di Pietra Ligure che ha voluto intitolare a lui l’associazione per i suoi 40 anni di fondazione. Ravanelli si è concesso a qualche domanda prima della serata.

**Un club dedicato a Pietra Ligure è un segnale di affetto che, dopo tanti anni, resta immutato. Che effetto fa?**

Sicuramente è una grandissima soddisfazione. Fare queste serate e vedere addirittura un club intitolato a me è qualcosa di davvero speciale. Sono molto orgoglioso: significa che, anche dopo tanti anni, addirittura a trent’anni dalla Champions, il mio ricordo è rimasto indelebile nella mente e nel cuore dei tifosi. È un attestato di stima incredibile che mi riempie di orgoglio.

**Quanto vale la Juventus nei tuoi pensieri, da giocatore che ha scritto pagine importanti della sua storia?**

La Juventus per me è la vita. È stata una palestra di vita e lo è ancora oggi: mi ha insegnato tantissimo, mi ha fatto diventare uomo e anche padre. Per me è tutto e cerco ancora oggi, a distanza di tanti anni, di rappresentarla nel miglior modo possibile ogni giorno. È qualcosa di indelebile che porterò sempre dentro.

**Passando all’attualità: come giudichi la stagione della Juventus, ancora in corsa per la Champions?**

La stagione è partita un po’ in sordina, con diverse difficoltà tra cambi di allenatore e di modulo. L’arrivo di Luciano Spalletti ha portato esperienza, conoscenza e una nuova mentalità. Credo che abbia dato qualcosa di importante e sono convinto che possa aprire un ciclo vincente. Oggi la Juventus sta costruendo le basi per il futuro: non è solo una frase fatta, ma vedo una squadra che, in questo momento, sta esprimendo uno dei migliori calci in Italia. Penso che riuscirà a centrare la qualificazione in Champions e che stia preparando il terreno per tornare a vincere, magari già dal prossimo anno.

**Cosa manca a questa Juventus per tornare al vertice?**

Secondo me è mancata un po’ di personalità, esperienza e leadership. Elementi che in tutte le Juventus vincenti ci sono sempre stati. Quest’anno la squadra ha avuto difficoltà sia in fase difensiva, subendo troppi gol in alcuni momenti, sia in fase offensiva: crea tanto ma fatica a concretizzare. Bisogna colmare il gap con l’Inter, che oggi è in testa. Però credo che con Spalletti ci sia l’allenatore giusto per ricostruire una Juve vincente. E con dirigenti come Comolli e Giorgio Chiellini si può aprire un nuovo ciclo importante, anche a livello societario.

**Che legame hai con la Liguria e con questo territorio?**

Devo essere sincero: non la conoscevo molto bene. Ci venivo solo quando giocavo con la Juventus o con la Lazio. Ora, grazie alle amicizie, sto iniziando a scoprirla meglio e devo dire che è una regione fantastica, bellissima. Sicuramente diventerà una meta di vacanza per me e la mia famiglia.

**Nella Juventus di oggi c’è un giocatore in cui ti rivedi?**

No, al momento non vedo un giocatore con le mie caratteristiche. In passato però c’era Mario Mandžukić, che per certi versi mi rappresentava molto: grande cuore, determinazione, spirito di sacrificio e sempre la squadra davanti a tutto. Essere accostato a un giocatore come lui per me è un grande orgoglio.

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