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Riccardo Paonessa, dal Banchette alla Juve a suon di gol: “Bianconero per Mandžukić”

Ci sono numeri che raccontano una stagione. E poi ce ne sono altri che, invece, raccontano una storia. 16 gol in 20 partite, 1.360 minuti per prendersi la scena del Girone A del Campionato Nazionale Under 17 Serie A e B: Riccardo Paonessa è il miglior realizzatore. Un indizio. Di talento, di percorso, di identità.

Perché dietro quei numeri c’è un attaccante classe 2009 che ha già imparato una cosa fondamentale: il gol è un linguaggio, ma prima ancora è una conseguenza. Di lavoro, di scelte, di crescita.

Il suo viaggio comincia lontano dai riflettori, al Banchette. Un anno, il primo passo. Poi Novara, cinque stagioni che sanno di formazione vera, di campo e sacrificio. Infine la Juventus, la casa delle ambizioni. “Sono qui da cinque anni”, racconta. E in quella semplice frase c’è tutto il tempo necessario per costruire qualcosa che non sia semplicemente una promessa.

Riccardo è un attaccante che si muove dentro l’area come se la conoscesse da sempre. Non è soltanto questione di istinto, ma di educazione al gioco. Il riferimento è Cristiano Ronaldo, e non è difficile capirne il perché: “La fame, prima ancora dei gol”. Ma c’è anche un altro nome, forse meno scontato, più emotivo: Mario Mandžukić. “È uno dei primi che mi ha fatto innamorare della Juventus”. E allora tutto torna: la generosità, il lavoro sporco e la capacità di stare dentro la partita anche quando il pallone non arriva.

Riccardo Paonessa

Riccardo Paonessa

Riccardo Paonessa, attaccante della Juventus Under 17, autore di 16 reti in 20 partite nel Girone A

16 gol, dicevamo. Ma anche un obiettivo dichiarato: “25 reti”. Una cifra che racconta ambizione, ma anche programmazione. Poi gli ostacoli, inevitabili: qualche problema fisico a rallentare la corsa. E qui si misura la differenza tra chi segna e chi vuole diventare qualcosa di più. “Ora l’obiettivo è arrivare alle fasi finali”. Tradotto: i gol contano, ma conta di più il momento in cui li fai.

La sua Juventus, capolista del Girone A con 54 punti, è una squadra che, nella passata stagione in Under 16, ha imparato a vincere (Juventus-Empoli 3-1, 24 giugno 2025). E Paonessa ne è stato, con 20 reti in 22 partite, e ne è il perfetto terminale offensivo, perché segnare con continuità, in un contesto così, significa saper stare dentro un’idea collettiva. “Vogliamo vincere lo Scudetto di nuovo”. Nessun giro di parole, nessun alibi.

Poi c’è la Nazionale, che è sempre lì, sullo sfondo, come un traguardo da riconquistare. “Voglio tornarci e continuare a crescere”. Una frase semplice, ma che porta dentro la consapevolezza di chi sa che il talento, da solo, non basta.

E poi le radici. La famiglia. Papà William, ex calciatore e oggi direttore sportivo, mamma Federica e il fratello Edoardo. È lì che nasce tutto. È lì che il calcio smette di essere semplicemente un gioco e diventa una strada da seguire. “Mi è piaciuto da subito giocare”. E poi un ricordo, quasi sfocato ma decisivo: la finale di Champions League 2015 tra Juventus e Barcellona, vinta 3-1 dai Barcellona. Non serve ricordarla tutta, basta averla sentita.

Anche grazie a quella partita, oggi, Riccardo Paonessa è un centravanti che segna, ma soprattutto un ragazzo che ha iniziato a capire cosa significa diventarlo davvero. E in fondo, tra una rete e l’altra, la vera partita è tutta lì.

STORIA. Riccardo Paonessa è nato il 9 gennaio 2009 a Torino da papà William e mamma Federica. Ha iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni nel Banchette, società dilettantistica piemontese, per poi passare, dopo un anno, al Novara, dove è rimasto per cinque stagioni prima di entrare a far parte del vivaio della Juventus.

In maglia bianconera, oltre ad aver vinto il Campionato Nazionale Under 16 Serie A e B nella passata stagione, è il miglior realizzatore dell’**Under 17** di Claudio Grauso, con 16 reti in 20 partite (1.360 minuti giocati) nel Girone A.

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