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Pavlovic: “Allegri numero uno, Vlahovic ogni giorno. La Juve non fa paura. Al Milan mi arrabbio con…”

Pavlovic goleador: ruolo offensivo e passato da attaccante

In campionato, complice l’infortunio, lei ha segnato un gol in più rispetto a Dusan: non è che pensa di cambiare ruolo? «Pensi che da piccolo ci giocavo pure, in attacco. Come centravanti ma pure come numero dieci e questo mi aiuta nel muovermi in area di rigore... Magari potrei riprovarci nel campionato serbo, ma qui in Italia è troppo difficile».

E come ci è finito al centro della difesa? «Prima mi hanno retrocesso a terzino, quindi centrale. All’inizio l’ho presa male, poi ho capito che era la mia strada».

Due gol alla Cremonese - uno all’andata, l’altro al ritorno -, uno alla Roma e uno al Torino: il più bello? «Il più bello quello contro il Torino, mentre il più importante è stato quello segnato a Cremona all’ultimo minuto: sembrava stregata».

Il ruolo di Allegri e la crescita tattica

Al massimo in carriera aveva segnato tre gol in un campionato a Salisburgo nel 2023/24: questo exploit è merito pure di Allegri che la sta usando come “arma impropria” in area avversaria? «A lui piace darmi questa libertà di andare avanti per aiutare in attacco: questa è sempre stata una mia caratteristica e mi piace sfruttarla, in più mi aiuta il fatto di giocare come “braccetto” nella difesa a tre: giocando a quattro sarebbe impossibile andare a fare quelle corse in avanti. Tutto questo piace un po’ meno a Mike (Maignan, ndr) che mi urla sempre “Pavlo basta, stai dietro”».

E giù una risata. Allegri è un maestro anche nel curare la fase difensiva: in cosa l’ha migliorata? «Nella tattica, nel sapermi posizionare in campo e nel capire quali devono essere le giuste distanze tra noi in fase difensiva. Sono tutte piccole cose che però fanno la differenza e lui è un numero uno nell’insegnartele».

Questo vale anche per i suoi compagni se è vero che la difesa del Milan oggi è tra le migliori in Europa... «Rispetto all’anno scorso è cambiato il nostro modo di giocare: ora tutti curano la fase difensiva e poi, allo stesso modo, tutti attaccano in blocco».

Com’è il suo rapporto con Allegri? «A me sta molto simpatico e mi piace il fatto che ci tenga a parlare un po’ a tutti, si vede che conosce come si costruisce un gruppo».

Mica la chiamerà Strahinja? «No, no semplicemente Pavlo».

È giusto che resti un allenatore così al Milan per la vostra crescita? «Sì, lui è molto, molto importante per noi. Noi tutti siamo cresciuti con lui ed era soltanto il primo anno, avendo più tempo per lavorare, miglioreremo ancora».

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