Alessandro Matri, lei ha giocato sia con il Milan sia con la Juventus, contro a San Siro. Per chi è più importante?
«Nessuna delle due squadre può permettersi passi falsi. La Roma è un pericolo per entrambe. Oggi ci arriva meglio la Juve. Con Spalletti ha svoltato e ha trovato una forte identità. Il Milan sta faticando un po’ di più, ma è la difesa meno battuta del campionato e il quinto attacco. Non è un caso».
Come giudica la stagione del Diavolo? «Penso sia stata positiva. La classifica attuale rispecchia i valori delle squadre».
Leao con l’Udinese è stato fischiato da San Siro. «Lo criticano perché l’aspettativa su di lui è alta. Si è adattato in un ruolo non suo, e ha messo insieme ottimi numeri. Gli contesto solo l’atteggiamento, troppo indolente. La cosa più difficile da cambiare».
Vlahovic è in scadenza, la Juve lo deve provare a tenere? «Sì, credo che sia l’attaccante giusto per come gioca Spalletti, è letale negli ultimi 20 metri».
Un nove che consiglierebbe? «Dico Lewandowski. È vero che ha 38 anni, ma abbiamo visto con Modric che in serie A i giocatori forti fanno la differenza. Il livello del nostro campionato è questo. Mi piace pure Sorloth dell’Atletico Madrid: una punta vera».
Spalletti può ricostruire un ciclo vincente alla Juve? «È la persona giusta. E dalle dichiarazioni che sento, lo pensano anche in società».
L’Inter vede il traguardo. «Era la favorita pure a inizio anno, veniva da una finale di Champions. Vincerà con merito. Chivu è stato bravo. Ha cambiato modo di comunicare per replicare alle critiche. Si sta togliendo dei sassolini dalle scarpe».
Lei è stato allenato da Allegri sia al Milan sia alla Juventus. Come è cambiato negli anni? «Non lo vedo diverso. Ha capito che al Milan doveva restituire solidità, il suo marchio di fabbrica. Una volta ritrovato l’equilibrio, saprà crescere. Il suo progetto deve durare più stagioni, nella singola annata è difficile fare miracoli. C’è riuscito solo Conte a Napoli».
Entrambi sono papabili per la Nazionale. Come li vedrebbe da ct? «Molto bene. Sanno individuare i problemi e risolverli. Proprio quello che serve all’Italia».
Che salterà un altro Mondiale. E oggi in Milan-Juve saranno 4 o 5 i titolari italiani. «Non è giusto, ma le regole attuali lo permettono. La serie A non pesca più dalla B e dalla C, compra all’estero perché i prezzi sono più bassi. Così i ragazzi non possono migliorare. Io dalla C riuscii a fare un percorso che mi portò in A, all’epoca era possibile».
L’eroe della semifinale di Coppa per la Lazio è stato il 21enne Motta. «Lui, Vergara: i giovani bravi li abbiamo, Bisogna avere più fiducia in loro, sfruttare il mercato interno. Possono rendere in serie A».
Progetti per presente e futuro? «Faccio il papà delle mie due bimbe, in tv ho il mio programma il lunedì con Dazn. Vedremo per i Mondiali».