MILANO - Kenan correva sul prato di San Siro, domenica notte, quando la Juve era già rientrata nello spogliatoio: gli ultimi dieci minuti di partita, altri sei di recupero e una razione supplementare di allenamento. Ieri mattina alla Continassa lo staff della Juve lo ha sottoposto ad un lavoro di fatica. È stato fermo due settimane. Deve recuperare la condizione. Spalletti lo aspetta per lo scatto Champions. Yildiz sta meglio, ma bisogna procedere con cautela: tra giovedì e venerdì è pronosticato il suo rientro, salvo ulteriori rallentamenti, nel gruppo. Due o tre giorni di allenamento basteranno per vederlo in campo con il Verona? Non è sicuro. Le valutazioni sono previste per fine settimane. Deciderà il campo, quanto e come il turco riuscirà ad allenarsi, se l’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro regredirà o tornerà a farsi insistente. Nei piani del tecnico di Certaldo ci sarebbe un impiego part-time alla prossima di campionato: rodaggio o staffetta con il Verona e l’idea di riaverlo a tempo pieno per le ultime tre partite della stagione.
La fantasia di Yildiz
Per la Juve disporre o meno di Yildiz fa una bella differenza e si è visto anche a San Siro. Senza un centravanti finalizzatore come Vlahovic, tocca agli esterni d’attacco creare occasioni, superiorità e movimento per andare al tiro, a meno che non riesca a inserirsi McKennie, il 9 mascherato, spesso costretto a giocare defilato. Boga, titolare, non si è espresso sullo stesso livello delle precedenti uscite. I bianconeri attaccavano soprattutto dalla parte di Conceiçao. Bravo il portoghese, in crescita, ma non ancora concreto al tiro. Era riuscito a produrre l’assist per Thuram, vanificato dalla posizione di fuorigioco. Gol annullato. Servono i colpi di Kenan per arrivare al traguardo. Dieci gol in campionato, è il principe dei marcatori bianconeri, crea e inventa. Dà un altro senso alla manovra offensiva. Nessuno ne parla, ma Spalletti e la Juve stanno compiendo un capolavoro. Quattro mesi senza Vlahovic, il flop di Openda e le difficoltà di David, eppure sono a un passo dalla qualificazione alla prossima Champions.
Lo sprint decisivo in campionato
Non è ancora fatta. Per la certezza aritmetica servono 10 punti sui 12 disponibili. Tre vittorie e un pareggio metterebbero la Juve al riparo. Verona in casa, Lecce in trasferta, Fiorentina all’Allianz Stadium, il derby allo stadio Grande Torino per chiudere il campionato. Spalletti deve tenere a distanza il Como e la Roma. Tre punti di vantaggio con un’avvertenza: i bianconeri sono in vantaggio nei confronti diretti con Gasperini, ma non con Fabregas. Un eventuale arrivo ex aequo al quarto posto favorirebbe il Como. È inutile fare troppi calcoli. Sulla carta il prossimo week-end potrebbe chiarire la corsa solo se i lariani non riuscissero a battere il Napoli, altrimenti la Juve dovrà immaginare un percorso netto. Da en-plein o quasi. Non è impossibile, ma qualche rischio c’è e Spalletti non può dare niente per scontato. Già il pareggio di San Siro ha rosicchiato in parte la dote. I bianconeri dovranno procedere una partita alla volta, senza sbagliare, magari lasciandosi una doppia possibilità all’ultimo turno per il derby che il Toro sogna di vincere da anni. Anche la Roma è attesa dal derby. Il Como, battendo Conte, potrebbe riuscire a chiudere a quota 73 punti.
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