**Breve coda alla polemica di inizio settimana.** Ho sentito commenti e giudizi scandalizzati a proposito della qualità del calcio esibita da Milan e Juve nella sfida di domenica scorsa. Giusto. Non è la prima volta che in vista di qualche obiettivo primario, le squadre abbiano deciso di adottare una strategia attendista al fine di evitare rischi eccessivi. La qualità di calcio vista è probabilmente identica a quella segnalata anche in Atalanta-Juve finita 0 a 1 con gollonzo di Boga. **Ma il punto della questione è un altro e cioè: se Milan-Juve è stata così brutta la responsabilità dello spettacolo è solo di Allegri? E qui si scoprono gli altarini perché la stroncatura è stata messa nel conto soltanto di Max e non invece, in qualità di co-responsabile, anche di Spalletti.** Il quale tra l’altro, a parziale giustificazione del suo zero in attacco, ha dichiaratoa fine partita: “Ragazzi, è complicato fare gol al Milan!”. Fine del dibattito.
**DI STRISCIO-** Le cronache sull’indagine che ha sconvolto il mondo del calcio italiano e in particolare il mondo degli arbitri italiani finita sotto il titolo di “**arbitropoli**” hanno sfiorato indirettamente il Milan. Come? Spiegazione qui di seguito. **Secondo il pm Ascione che ha indagato Gianluca Rocchi, designatore di serie A e B, nella notte del 2 aprile 2025, dedicata allo svolgimento della semifinale di andata di coppa Italia (1 a 1 il risultato finale del derby con il Milan in casa), ci fu un incontro tra Rocchi “e più persone” per “schermare” la designazione di Doveri, sgradito all’Inter, per la finale”**. In effetti le designazioni andarono esattamente in quella direzione. Con la noività imprevedibile per lor signori che a qualificarsi per la finale fu poi il Milan di Conceiçao (3 a 0 al ritorno con Simone Inzaghi che ripete stizzito al quarto uomo Aureliano “non voglio recupero!”). A dirigere la finale di Roma fu infatti puntualmente indicato Mariani che secondo i milanisti sorvolò sulla gomitata di Beukema a Gabbia in area di rigore rossonera (il responsabile eventuale fu il varista che non intervenne). **Per una volta, ecco dove voglio arrivare, la completa assenza del Milan dal panorama politico-istituzionale del calcio italiano si è rivelata un vantaggio.** Altra differenza di cui ora, alla luce di certi sviluppi il Milan può vantarsi, è che non ha mai inserito nei propri ranghi dirigenziali la figura dell’addetto agli arbitri.
**POLITICA-** Questo non significa che da qui in avanti non si debba occupare del settore. Specie con le elezioni alle viste di Malagò a presidente federale, attese per il 22 giugno, forse è il caso di attrezzarsi e comunque di fare in modo che il club abbia voce e svolga un ruolo da protagonista invece di continuare ad andare dietro le iniziative altrui.
**MERCATO-** Dalle recenti indiscrezioni provenienti da radio-mercato si colgono i primi incoraggianti segnali di una guida strategica al prossimo appuntamento, condivisa tra club e area tecnica. E bisognerebbe aggiungere finalmente.