Quattro anni e qualche mese dopo quel giorno, però, le cose non sono andate esattamente come sperato.
La prima stagione intera di Vlahovic con la Juventus si chiude con sole 14 reti in 43 presenze tra Serie A, Coppa Italia, Champions League ed Europa League. Poco, troppo poco per chi dovrebbe essere il finalizzatore di una grande squadra.
Bottino che migliora sensibilmente nella stagione successiva, quando i goal di Vlahovic alla fine nonostante le critiche e qualche infortunio saranno diciotto in 38 presenze, tra cui quello decisivo nella finale di Coppa Italia vinta contro l'Atalanta. Ovvero quello che ancora oggi resta l'unico trofeo del serbo in bianconero.
L'anno scorso sia Thiago Motta che Tudor inizialmente lo mettono al centro del progetto ma i soliti infortuni lo frenano ancora. E a gennaio, con l'arrivo in prestito di Kolo Muani, finisce spesso in panchina mentre si inizia a parlare tanto (forse troppo) del contratto in scadenza nel 2026.