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Puczka al BN: 'Sono la promozione della Juve Next Gen e il salto in prima squadra'

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Puczka intervista

Puczka intervista

La nostra intervista a David Puczka, l'MVP della stagione della Juventus Next Gen.

Prima di tutto, che effetto ti fa essere nell’undici ideale del campionato?

È una cosa davvero bellissima. Mi dimostra che sono uno dei migliori nel mio ruolo in campionato, ed è sempre qualcosa di positivo. Sì, è una sensazione molto bella.

Come stai preparando mentalmente e fisicamente la prossima partita contro la Vis Pesaro, una squadra che conosci molto bene e contro cui hai già giocato?

Mentalmente farò di tutto per vincere la partita. È molto importante iniziare bene i playoff e finalmente battere la Vis Pesaro, perché abbiamo perso due volte contro di loro. Adesso è il momento giusto per fare tutto il possibile per vincere.

Avete chiuso il campionato al quinto posto, il miglior risultato della storia della Juventus Next Gen. Qual è il segreto dietro questo risultato?

Penso che non ci sia un segreto vero e proprio. È solo tanto lavoro duro in campo e una buona mentalità. Cerchiamo di vincere ogni partita. È quello che facciamo ogni giorno con gli allenatori e lo staff: ci alleniamo forte e facciamo tutto il possibile per arrivare preparati alle gare.

Nello spogliatoio o magari con il mister avete mai parlato della possibilità di andare in Serie B il prossimo anno?

Sì, certo. All’inizio della stagione Chiellini lo disse un po’ scherzando, che potevamo vincere contro chiunque in questo campionato. Ovviamente sarebbe un sogno vincere i playoff e andare in Serie B. Però pensiamo una partita alla volta e vedremo fin dove riusciremo ad arrivare.

Sei stato uno dei giocatori chiave di questa stagione: 10 goal e 5 assist da esterno. Come valuti la tua stagione?

La valuto molto, molto positivamente. Finalmente sono riuscito anche ad avere numeri importanti, perché è fondamentale avere statistiche oltre a giocare bene. È davvero una cosa molto positiva.

Lavori in modo specifico sui calci di rigore e sulle punizioni durante la settimana oppure è una qualità che hai sempre avuto?

In realtà l’ho sempre avuta. Certo, da piccolo mi allenavo spesso con mio padre, ma era qualcosa che avevo già naturalmente. Mi veniva spontaneo.

Non so se lo sai, ma c’è un dibattito su di te: tutti riconoscono le tue ottime statistiche offensive, però qualcuno dice che dal punto di vista difensivo ci sia ancora da migliorare. Mister Brambilla ne ha parlato durante la stagione. Qual è la tua posizione?

Sì, era vero. Avevo dei problemi nella fase difensiva, ma penso che ora sia migliorata tantissimo. Ovviamente posso ancora lavorare su molte cose, però sono già sulla strada giusta.

Avete lavorato in maniera specifica su questo aspetto nelle ultime due stagioni?

Sì, molto spesso abbiamo fatto del lavoro extra su questo e mi ha aiutato tanto.

In Italia si parla molto della fase difensiva, soprattutto quando un esterno offensivo segna così tanto come te.

Certo, ed è anche giusto. Avevo dei problemi nella fase difensiva e non era un segreto che dovessi lavorarci. Penso però di aver fatto un buon lavoro e continuerò a migliorare ancora.

Come descriveresti l’atmosfera nello spogliatoio in questo finale di stagione e all’inizio dei playoff?

È davvero molto bella. Adesso arriva la parte più importante e più bella della stagione, quella in cui bisogna vincere ogni partita e dare tutto. Nello spogliatoio c’è una grande atmosfera: tutti sono felici di iniziare finalmente i playoff e dare il massimo.

C’è un compagno con cui hai legato di più o qualcuno che ti ha sorpreso particolarmente in allenamento?

Direi Licina e Gunduz, perché posso parlare tedesco con loro. Anche Mazur, visto che i miei genitori sono polacchi e posso parlare polacco con lui. Però quello che mi ha sorpreso di più è stato Licina: è fortissimo con il pallone, è davvero difficile portargli via la palla.

Fuori da Vinovo si parla molto di Licina. Cosa ti impressiona di più di lui?

La sua qualità con il pallone è incredibile. Davvero impressionante.

Che rapporto hai con mister Brambilla? Cosa ti chiede principalmente?

Mi chiede soprattutto di fare bene la fase difensiva, che per un difensore è la cosa più importante. In fase offensiva vuole sempre assist e goal da parte mia, come fosse normale. Mi chiede tanto, ma è positivo perché mi dà motivazione per lavorare e migliorare.

Sei arrivato qui dall’Austria, con un calcio diverso. Cosa ti ha colpito di più quando sei arrivato a Vinovo? E perché hai scelto la Juventus Next Gen?

La cosa che mi ha colpito di più è stata l’intensità. All’inizio ero stanchissimo dopo ogni allenamento, fisicamente è stato duro adattarmi. Però dopo circa un mese andava già meglio. Ho scelto la Juventus perché è un club enorme, uno dei migliori in Italia. Sarebbe un sogno debuttare qui. Inoltre la Next Gen è stata molto importante nella mia scelta, perché giocare nel calcio professionistico è fondamentale.

E del progetto Next Gen cosa pensi?

Ottimo. Si vede che qui danno spesso opportunità ai giovani ed è una cosa molto bella. Anche altri ragazzi giovani sono riusciti ad arrivare in prima squadra oppure ad andare in altri club importanti. È una grande motivazione per me.

A livello personale, come hai vissuto il trasferimento dall’Austria all’Italia? Vivi qui da solo o con la tua famiglia?

All’inizio vivevo da solo ed è stato difficile, perché era tutto nuovo: nuova lingua, nuovo Paese, da solo per la prima volta. Però dopo uno o due mesi era già diventato normale. Adesso vivo con la mia ragazza.

Quali sono i tuoi hobby fuori da Vinovo?

Mi piace andare a giocare a bowling con gli amici, lo trovo molto divertente. Poi spesso sto anche semplicemente a casa a rilassarmi, guardando film o serie TV.

Guardi molto calcio anche fuori dal campo?

Sì, certo.

Champions League: hai preferito PSG-Bayern oppure Arsenal-Atletico?

Bayern-PSG… quella è stata una partita pazzesca!

Anche lì c’è stato un dibattito: troppi goal significano problemi difensivi?

Penso che quando entrambe le squadre hanno così tanta qualità offensiva sia difficile difendere tutto. Però è stata davvero una grandissima partita.

Hai già avuto modo di allenarti con la prima squadra. Che impatto hai avuto alla Continassa? E chi ti ha impressionato di più?

È stata una bellissima sensazione allenarsi con la prima squadra, perché lì capisci davvero la qualità che hanno. In TV magari pensi: “Potrei fare anch’io certe cose”. Ma quando sei davvero in campo con loro ti rendi conto di quanto siano superiori rispetto all’Under 23 o all’Under 20. Quello che mi ha impressionato di più è stato Locatelli: la qualità che ha con il pallone, i controlli, i passaggi… incredibile.

E che consigli ti hanno dato?

Mi hanno detto semplicemente di continuare a fare il mio gioco, come sto già facendo.

Con i numeri che hai fatto quest’anno, il ritiro estivo con la prima squadra è un obiettivo? Riesci a immaginarti un futuro nella Juventus?

Sì, sarebbe un sogno andare in tournée con loro e debuttare in Serie A con la Juventus. È qualcosa che sogni fin da bambino: esordire con un club così grande. Sarebbe incredibile per me.

Ultima domanda: a fine stagione sarai felice se…

Sarò felice se riusciremo ad arrivare il più lontano possibile nei playoff e magari se avrò l’opportunità di andare con la prima squadra. Sarebbe il massimo.

Possiamo chiudere con qualcosa in italiano?

Forza Juve!

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