Niente sorprese. E niente scherzi, soprattutto. Luciano Spalletti si affida alle garanzie della sua squadra, alle certezze accumulate in quest’ultimo periodo. Così, questa sera contro il Verona, rispolvererà la sua Juventus migliore, alla quale il tecnico ritiene manchi giusto un tocco in avanti: glielo darà Vlahovic, sì, ma per adesso solamente a partita in corso. Dovrebbe toccare perciò ancora a Jonathan David, quel ruolo da terminale offensivo. Mentre la notizia più importante è il recupero dal primo minuto di Kenan Yildiz dopo due panchine consecutive contro Bologna e Milan. Il turco sta bene, ha lavorato con la consapevolezza di iniziare la sfida delle 18 da titolare, sia per rimettere minuti nelle gambe - è previsto un impiego di un’ora, però tutto dipenderà dall’andamento del match -, sia per ritrovare le sensazioni giuste con il campo. Oltre alla qualificazione in Champions, in fondo, c’è più o meno inconsciamente un Mondiale da preparare, e far bene con la Juventus gli darebbe quel tipo di sicurezza che sta rincorrendo ormai da settimane.
"Stare insieme, sorridere insieme"
La stessa che insegue Spalletti, in fondo, e in ottica Champions. La stessa che poi pretende dalla squadra, che vuole vedere in questo finale di stagione da quattro partite per quattro vittorie. Per utilizzare una frase gradita all’allenatore, non c’è altra strada. E non ci sarà nemmeno dal punto di vista tattico, perché l’intenzione è quella di confermare il 3-4-2-1 visto negli ultimi match, senza stravolgere o puntare su altre fiches rispetto alle solite. In fondo, è il momento di maggior pressione e la Juve ha già dimostrato di saper controbattere all’ansia da risultato con le giocate dei singoli e con il fattore gruppo, celebrato da Lucio anche nella conferenza stampa di ieri. In particolare una frase ha svelato le intenzioni del mister, ossia la “ricerca di voler essere insieme, sorridere tutti assieme e prendersi per mano quelli che son rimasti un po’ dietro”.
Aspettando Vlahovic
Ecco, chi è avanti ha la responsabilità di restarci, chi è più indietro quella di farsi trovare pronto. Così, di fronte a Di Gregorio, la difesa ricomincerà da Kalulu (il più utilizzato in tutta la stagione) insieme a Bremer e Kelly, mentre sugli esterni si consuma l’unico ballottaggio che Lucio porterà con sé fino a poche ore dal match, quando svelerà la formazione (da prassi) ai giocatori. Toccherà a Holm? Oppure Thuram dal primo minuto. Il nodo coinvolge McKennie: se toccherà allo svedese, allora l’americano sarà al centro con Locatelli (confermato), altrimenti Weston sull’out mancino con il francese in mediana. Cambiaso svilupperà da sinistra, in avanti Conceiçao partirà da destra e Yildiz vede finalmente il ritorno alla normalità: ha dato disponibilità per giocare dal 1’ e tutto va in questa direzione, con un filo di riserbo che comunque non è da sottovalutare, perché da non sottovalutare sono anche le condizioni del numero dieci. E il nove? David più di Boga. Ma tutti aspettano Vlahovic: si gioca molto più del quarto posto.
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