L'unica notizia buona, il ritorno al gol di Vlahovic, svanisce nel pantano di una prestazione inguardabile: la Juventus butta via un match point Champions solo da spingere in porta, pareggiando in casa contro un Verona già retrocesso e senza alcun tipo di velleità se non quella di capitalizzare l'unica occasione neanche costruita ma regalata da una disastrosa combinazione Bremer-Di Gregorio. E così il quarto posto resta in bilico, con un Lecce-Fiorentina-Torino finale da brividi: questa vittoria mancata potrebbe pesare come un macigno sulla corsa all'Europa delle stelle. Nella pochezza offensiva bianconera, con un Yildiz lontano dalla forma e un David al solito evanescente e il solo Conceicao a brillare, alla fine la rete era arrivata comunque grazie a un redivivo Vlahovic, a segno addirittura su punizione - era dai tempi di Ronaldo che non si vedeva un gol da calcio piazzato - ma è servito solo a pareggiare la rete di Bowie impostata dal centrale brasiliano e rifinita da un Di Gregorio tornato ad essere anello debolissimo della squadra.
Traversa Bremer, Di Gregorio prende gol sul suo palo
Il Verona non ha più nulla da chiedere al campionato se non evitare di arrivare ultimo: la vittoria del Lecce a Pisa nell'anticipo ha sancito la retrocessione sia dei toscani che dei veneti. La Juve comanda e attacca, primo giallo a Gagliardini per un'entrataccia su David, Kelly di testa impegna Montipò per la prima volta. Ci prova anche Locatelli dalla distanza, senza andare troppo lontano dalla porta, poi al quarto d'ora prima vera occasionissima, accesa da Yildiz in velocità, la palla finisce a Conceicao che al volo spara il sinistro sul primo palo, Montipò in due tempi. Tocca a David poi avere sul destro la palla del vantaggio ma il diagonale viene respinto dalla scivolata disperata di Edmundsson, è un assedio con Bremer di testa a scavalcare il portiere e a centrare la traversa e Locatelli in girata al volo deviata.
Frese secondo giallo, mezz'ora e il Verona resiste. Locatelli in area va giù ma viene punito severamente con l'ammonizione, Juventus in completo controllo, per questo è da non credere il passaggio a vuoto difensivo che consegna al Verona un gol incredibile che porta in vantaggio gli ospiti allo Stadium: leggerezza di Bremer che sbaglia il passaggio, palla a Bowie in area che conclude scoordinato sul primo palo di un Di Gregorio goffo e imbarazzante nel farsi passare il pallone a fianco senza intervenire, festeggiando nel peggiore dei modi il premio di MVP del mese di aprile. È il 34' ed è tutto surreale, Spalletti chiede calma mentre la Juve torna avanti già alla disperata senza riuscire a farsi pericolosa.
Vlahovic entra e segna su punizione, palo Zhegrova
Subito dentro Dusan Vlahovic, resta fuori Thuram. Lo spartito resta lo stesso ma il Verona, forte del vantaggio, attacca ogni pallone in pressing difensivo e soffoca ogni occasione, si arriva all'ora di gioco poi il lampo: punizione dai 25 metri, il serbo indovina l'angolo sul palo di Montipò che si aspettava il tiro a giro e riporta la gara in parità. Un gol 179 giorni dopo l'ultima volta del numero 9 che risveglia lo Stadium e tutti i compagni, Conceicao al volo a botta sicura su cross di Cambiaso trova ancora un super Montipò che si ripete sul colpo di testa ancora del portoghese a botta sicura. Saluta la gara anche David, deludente, per Miretti: Spalletti cerca qualità e il gol decisivo, in campo anche Boga per Cambiaso e Zhegrova per Conceicao, con Koop per Kelly in aggiunta. Spalletti chiede palla a Zhegrova che è in forma, palle in area in continuazione che non si concretizzano mentre i minuti scorrono verso il novantesimo, il kosovaro si mette in proprio nel recupero e il suo tiro finisce prima sul palo e poi sulla schiena di Montipò che respinge alla disperata anche l'ultima occasione. È 1-1 allo Stadium, un pari deludente che lascia i bianconeri quarti, a +3 sul Como e con la Roma che, vincendo con la Fiorentina, potrebbe portarsi solo a un punto di distanza.
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