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Inter campione e quel paradosso che non ti aspetti: cosa dicono i numeri e perché c'entra la Juve

MILANO - Una macchina schiaccia (medio) piccole, capace di vincere lo scudetto seppur senza riuscire a sconfiggere, fra girone d’andata e quello di ritorno, né la seconda in classifica, né la terza. Ecco a voi l’Inter campione d’Italia di Cristian Chivu, una squadra devastante contro le formazioni che si sono classificate dal 5° posto in giù in classifica, più “umana” contro chi ha provato a duellare con lei per il titolo. Dati alla mano, l’Inter infatti ha perso entrambi i derby con il Milan (tutti e due per 1-0) e contro il Napoli ha lasciato le penne al Maradona (3-1 il 25 ottobre), pareggiando poi 1-1 a San Siro. In parità, invece, il bilancio con la quarta incomoda, la Juventus: i nerazzurri persero in un rocambolesco 4-3 alla terza giornata a Torino, per poi rifarsi per 3-2, in un match altrettanto spericolato, il 14 febbraio a San Siro, la notte del “fattaccio” Bastoni-Kalulu. L’ultima squadra riuscita a vincere lo scudetto senza battere la seconda e la terza in classifica fu la Juventus nel campionato '01-02, quello del fatidico 5 maggio, ovvero quando la squadra allora allenata da Lippi superò all’ultima giornata proprio l’Inter di Cuper, Ronaldo e Vieri, caduta a Roma con la Lazio. Quella Juventus raccolse due pareggi con l’Inter (che finì terza), un pareggio e una sconfitta con la Roma (seconda).

I numeri dell’Inter contro medio-piccole e rendimento in campionato

Tolti gli incontri con le rivali scudetto, però, l’Inter di Chivu, salvo un inciampo con l’Udinese alla seconda giornata, il recente 2-2 col Torino e la "crisetta" di metà marzo con i pareggi con Atalanta e Fiorentina giunti dopo il secondo derby e prima della sosta per le nazionali, è stata un treno inarrestabile, devastante anche contro Roma e Como, battute in tutti e quattro gli incroci con un saldo gol fatti-gol subiti di 14-5. Mentre nelle 24 partite disputate contro le formazioni dal settimo al ventesimo posto, l’Inter ha raccolto ben 63 punti, ovvero 2.6 di media a gara. Nessun’altra fra le prime sei ha saputo fare altrettanto. La più vicina, per media punti, è stata la Roma con 2.3 in 24 gare, quindi il Napoli (2.2 in 25), la Juventus (2.17 in 24), il Milan (2 in 24) e il Como (2 in 25).

Miglior attacco della Serie A e protagonisti dell’Inter

A fare la differenza è stata senza dubbio la dirompente forza offensiva dei nerazzurri, di gran lunga il miglior attacco del campionato. C'è un dato che ha fatto scalpore, quello arrivato dopo 33 giornate di campionato. L'Inter dopo il 3-0 contro il Cagliari aveva raggiunto quota 78 gol fatti, dunque 2.4 di media a partita, con 29 subiti. La differenza reti di Lautaro e compagni era dunque a quel punto del campionato di più 49. Beh, gli attacchi di Milan e Napoli, con le stesse gare giocate, avevano realizzato "solo" 48 gol, dunque uno in meno rispetto alla semplice differenza reti dei neo campioni d'Italia.

Il dato, in quel momento, se confrontate le sole reti segnate diventa quasi imbarazzante, con l'Inter capace di segnare 30 gol in più delle rivali: è come se i nerazzurri, rispetto a Milan e Napoli, avessero cominciato 30 delle 33 partite di Serie A già sull'1-0. Andando a vedere i risultati ottenuti da Inter, Milan e Napoli, si nota poi come i nerazzurri in ben sette occasioni abbiano segnato almeno quattro gol: 6-2 al Pisa, 5-0 a Sassuolo e Torino, 5-2 alla Roma, 4-0 al Como, 4-1 alla Cremonese e 4-3 alla Juventus. Il Napoli di Conte c’è riuscito una sola volta, per altro alla 34ª giornata, al Maradona contro la Cremonese (4-0); il Milan invece non ha mai segnato quattro gol, per tre volte ha vinto 3-0 (Udinese e Verona all’andata e Bologna al ritorno). Una differenza nella potenza di fuoco fra le tre squadre sbalorditiva. D’altra parte, andando a scorrere la classica marcatori del campionato, si nota come ci siano due giocatori dell’Inter sul podio: Lautaro primo, candidato così al suo secondo titolo da capocannoniere della Serie A dopo quello già vinto nel '23-24, quando i nerazzurri vinsero il 20° titolo della loro storia; Thuram nel gruppetto di inseguitori con Nico Paz e Douvikas. E Calhanoglu con 9 gol si trova a ridosso della top ten.

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