La Fiorentina è questa. Firenze non accetta più questa mediocrità
La **Fiorentina**, dopo la sconfitta della Cremonese in serata contro la Lazio, non è scesa in campo all'Olimpico e c'è chi pensa che ciò fosse scontato. Dopo le dichiarazioni pre gara di Paratici, un giro di parole che a qualcuno ha suggerito una scontata conferma di Vanoli in vista della prossima stagione, la nottata dell'Olimpico è stata di quelle horror.
Una risposta sul campo che non fa altro che movimentare un finale di campionato che altrimenti sarebbe fin troppo scontato.
**La Fiorentina era fondamentalmente già salva dopo la vittoria di Verona,** ciò che è successo dopo, compreso il pesantissimo ko contro la Roma, è solo un accanimento terapeutico per una stagione che tutti vorrebbero già aver conclusa. Compresi i calciatori. Ma questo non può giustificare una pessima figura come quella dell'Olimpico. Un rilassamento generale che non arriva dopo una stagione da 6 in pagella. Arriva dopo una stagione da piena bocciatura nonostante la salvezza. E conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, di come questo gruppo abbia fatto il minimo indispensabile per salvare capra e cavoli, senza alcun tipo di miracolo checchè i più irriducibili, fuori e dentro la Fiorentina, provassero a raccontarlo.
**Resteranno i ringraziamenti a Vanoli per aver riportato nei ranghi un gruppo distrutto da vaneggiamenti estivi e preparazione.** Ma niente di più, perchè anche in termini di orgoglio si è visto ben poco. Anche il solo pensiero di ripartire da questo gruppo di lavoro è offensivo non solo per i tifosi, ma per la storia stessa della Fiorentina. Non è un pensiero nato dopo una pesante sconfitta di fine stagione, ma dopo un'intera stagione che ha visto i viola umiliati spesso e volentieri, tanto che qualcuno vedrà perfino qualcosa da festeggiare in questa drammatica salvezza.
**La verità è che adesso si contano i giorni per arrivare alla resa dei conti.** Per vedere se davvero Paratici avrà la possibilità di intervenire a 360° e senza ingerenze in un gruppo, che non coinvolge solo i calciatori, che ormai vive nella comfort zone del Viola Park e che si è adagiato su mediocri risultati. Ribadendo il concetto, non si tratta di un pensiero estemporaneo dopo una goleada subita a salvezza praticamente raggiunta, ma di una necessità maturata nel tempo. Nei prossimi mesi serviranno decisioni drastiche e coraggiose, altrimenti il rischio di non ritrovare la strada di una crescita mai avvenuta dalla fine della presidenza Della Valle in poi, si trasformerà in una solida realtà.