«*Ci manca un po’ il centrocampista che sbaraglia e va a prendere il pallone nell’angusto...*». È una delle frasi che Luciano Spalletti ha pronunciato subito dopo l’amarissimo pareggio con il (già retrocesso) Verona. Un risultato che ha lasciato attonito l’ambiente bianconero, soprattutto tra chi si era una volta di più illuso che la squadra avesse compiuto un salto di qualità mentale senza invece dar peso ai dettagli che andavano in senso contrario. Attonito e piuttosto arrabbiato. E di sicuro contento non era neanche il tecnico che però ha evitato con sforzo ammirevole di mostrarsi scorbutico e arrabbiato in pubblico e, invece, ha approfittato della situazione per mandare altri messaggi - neppure troppo velati - sulle prossime inderogabili necessità di mercato.
Bernardo Silva, il pezzo mancante
Il riferimento al centrocampista che manca, per esempio, non è affatto angusto ma molto ampio e si riferisce a quel Bernardo Silva che a fine stagione sarà svincolato dal Manchester City. Spalletti vede in lui l’elemento giusto per apportare in un colpo solo sia la qualità tecnico-tattica, sia quella perfidia agonistica che serve per uscire dalle secche della mediocrità, per quanto aurea possa essere. Non per caso lo stesso tecnico bianconero ha stigmatizzato con ironico buonismo la grande mitezza dei suoi giocatori: «Siamo una squadra di ragazzi sensibili, perbene. L’amicizia che c’è fra di loro è una qualità, quando dovrebbe esserci più carattere ma non è la nostra caratteristica».
Una considerazione che riporta alla mente una delle tante frasi attribuite al mitico Nereo Rocco, secondo cui *“i bravi ragazzi van fatti sposare alle figlie, per giocare e vincere servono i figli di p...*”. Ora, non sappiamo se Bernardo Silva appartenga a quest’ultima categoria, ma sicuramente ha carattere da vendere e Spalletti ha voluto mandare un ulteriore messaggio al club, visto che lui con la società si confronta e non con altri direttamente, per evitare che restino equivoci di fondo.
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