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Bremer, dalle frasi all'errore col Verona: incognita futuro e quel gesto dalla Juve che non è arrivato

TORINO - L’ultima immagine di Gleison Bremer in campo di sicuro non è rappresentativa del suo valore. Indiscutibile, sia chiaro: resta tra i centrali migliori al mondo. Passaggio elementare sbagliato, ne approfitta Bradaric che serve Bowie: il Verona rompe gli indugi all’Allianz Stadium e costringe la Juve a giocare una partita di rincorsa, la caratteristica di gran lunga meno adatta alle corde bianconere. Il primo ad essersi reso conto dell’errore, al di là delle colpe in parte condivise con un Di Gregorio non particolarmente reattivo nella circostanza, è stato lo stesso difensore. Ha chiesto scusa praticamente subito: in campo, alla squadra nello spogliatoio e persino lunedì alla Continassa. Oltre alla frase, quella dedicata ai tifosi, affidata ad un post su Instagram: “Complice un’incomprensione ho sbagliato io. Mi prendo la responsabilità senza alibi. Dovevo fare meglio. Ora più uniti che mai, fino alla fine”. La schiettezza gli fa onore, allo stesso modo il senso di responsabilità dimostrato. Bremer sa di essere un leader.

Le ambizioni di Bremer e il desiderio di vincere con la Juve

Prima di Milan-Juve non aveva utilizzato molti giri di parole per descrivere il proprio stato d’animo: “Sono 6 anni che la Juve non vince e questo non può succedere: mi trovo bene qui, ma l’importante è tornare a vincere. È quello che ti rende un campione. Ho 29 anni, non ho ancora tanto tempo e voglio vincere”. Tempistiche non certo fortunate, quelle che l’hanno portato a commettere un errore decisivo contro il Verona. Ma le considerazioni di Bremer non erano comunque vuote di significato, anzi nascondevano persino un leggero malessere.

Con origini più lontane rispetto ai fatti di campo, che va ricercato nella strategia Juve sui rinnovi di contratto. Il club, del resto, ha bussato alla porta di quasi tutti i propri punti fermi: il primo è stato Kenan Yildiz, poi McKennie, passando per Spalletti e completando l’opera con Locatelli. C’è ancora Vlahovic in fase di stallo, ma i dialoghi sono già iniziati pure con Thuram e Kalulu.

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