Non sarà uomo solo al comando, ma poco ci manca. Perché la linea dettata da Gian Piero Gasperini sembra condurre a quell’aspettativa di diventare tecnico-manager del nuovo corso giallorosso. Non c’era più spazio per Ranieri, non ce ne sarà con ogni probabilità per il ds Massara: la nuova linea di comando dovrà essere concordata con l’allenatore di Grugliasco. Che ha dalla sua la fiducia e il supporto incondizionato dell’intera tifoseria, al contrario della proprietà americana che lunedì sera ha incassato gli ennesimi striscioni di dissenso in alcuni settori dell’Olimpico e ieri la protesta s’è spostata sul tema biglietti, quelli relativi al derby ritenuti troppo cari.
Insomma, Gasp gode di quella credibilità conquistata grazie ai risultati di un campionato che vedrà la Roma giocarsi un posto per la prossima Champions League fino all’ultima giornata oltre a un progetto tecnico che mostra ampie prospettive di crescita tra big da confermare e giovani in rampa di lancio. C’è un intero gruppo squadra che ha fatto scudo intorno al suo allenatore fin dai primi giorni di bufera, non arretrando mai, anzi, legittimandolo agli occhi del mondo alzando il rendimento delle prestazioni. Il punto decisivo Gasperini lo ha segnato con la scelta della proprietà di separarsi da Claudio Ranieri, non esattamente l’ultimo arrivato nell’emisfero giallorosso, reo di “aver dato una grossa delusione ai Friedkin”, parola dello stesso Gasp. Che studia da manager già in questi giorni considerando che starebbe portando avanti in prima persona alcuni rinnovi di contratto che sembravano prossimi a sfumare. Ha cominciato con Celik e El Shaarawy, vedremo come deciderà di muoversi sul fronte Dybala-Pellegrini.
"Lavoro solo con le mie idee"
La cosa certa è che Gasperini in questo momento ha in mano il mondo Roma e non accetterà più impedimenti di ogni sorta. Lo ha ribadito lunedì notte dopo il 4-0 alla Fiorentina: “In società bisognerà evitare i disguidi avuti in questa stagione. Forse non ci siamo capiti bene all’inizio e questo ha creato problemi. Ci vuole maggiore chiarezza e la cercheremo. Magari con qualche rinforzo in più avremmo raggiunto anche dei traguardi più alti. Questa squadra ha una base forte. Ma se devo lavorare devo farlo con le mie idee, se devo farlo con idee di altri è meglio che trovo un altro posto”. Tradotto: serve un nuovo direttore sportivo e il parere di Gasp dovrà contare nella decisione finale.
Con Massara non è mai sbocciato il giusto feeling e serve una figura nuova che ragioni col suo stesso modo di fare calcio. Fosse per lui porterebbe subito D’Amico a Trigoria, ma sa bene che dovrà scontrarsi con la casa madre Atalanta e per questo i nomi di Manna e Giuntoli (in quest’ordine) rimangono defilati ma sempre da monitorare. Il mantra di Gasp rimane lo stesso e vale per tutti i settori della nuova Roma: basta scommesse, nessun salto nel buio e qualche certezza in più. Per aggredire meglio la prossima stagione, quella del centenario giallorosso.
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