Comolli non molla
Tentativo apprezzabile, di chi ha capito che coi tanto discussi software di profilazione (dibattuti soprattutto in azienda: alcuni ritengono che i soldi spesi siano a dir poco esagerati, in virtù del fatto che a gennaio sia arrivato Marco Ottolini a ricoprire l’incarico di direttore sportivo) la Juve che verrà farà poca strada. Così ha scelto di gestire in autonomia le trattative coi parametri zero: ha lasciato tante finestre aperte, senza però chiudere sostanzialmente nulla. In un’epoca di spending review, per esempio, un altro capo d’accusa è legato alla gestione del rapporto con Thiago Motta: in un anno non ha mai chiamato l’entourage del tecnico per trattare la risoluzione. Così, a giugno, la Juve pagherà una penale all’italo-brasiliano senza colpo ferire. Alcuni agenti di giocatori attualmente in rosa, soprattutto quelli considerati dal francese affini al passato “giuntoliano”, non hanno mai ricevuto una telefonata da Comolli. Mai. Una stranezza, per chi da novembre ha accentrato ogni delega, comprese quelle dell’area sportiva. Damien non molla, però.
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