Spalletti ed il confronto col passato
No, questo non è il tempo per far festa tutti insieme. Soprattutto perché l’oggetto delle celebrazioni è, più che mai in questa contingenza, un vero e proprio convitato di pietra: la Champions League. In effetti c’è parecchia distanza tra quella che la Juventus vinse nel 1996 e quella che, molto probabilmente, i tifosi bianconeri dovranno rassegnarsi a vivere da spettatori di altre squadre. E, davvero, la distanza non è tanto temporale quanto di qualità, rendimento, operatività. Una differenza che oggi si concretizzerà in maniera plastica alla Continassa, là dove si ritroveranno i campioni di 50 anni fa nel vuoto lasciato dai calciatori di oggi a cui Luciano Spalletti ha concesso un giorno libero. Una scelta, quella del tecnico, non strategica per evitare l’incontro perché, anzi, a lui piace che i suoi giocatori abbiano la possibilità di confrontarsi con modelli “alti” del passato.
Italia, l'incontro con i numeri 10 del passato
Fu proprio Luciano, quando era commissario tecnico della Nazionale, a organizzare l’incontro tra i suoi azzurri e i numeri 10 del passato durante il ritiro pre Europeo. Una scelta, per quanto nobile e dettata dalle entusiastiche intenzioni del ct, che alla luce del rendimento degli azzurri nel torneo in Germania non si rivelò portatrice di motivazioni ulteriori e che, anzi, potrebbe aver zavorrato ulteriormente pensieri già saturi e prosaicamente anelancomponenti della Juve attuale non si rendano conto che quelli del ‘96 erano meglio: inutile, forse pure controproducente, metterglielo in faccia. Poi, vabbè, non è un segreto che a qualcuno dei reduci avrebbe pure fatto piacere incontrare i ragazzi di oggi, ma stavolta va così e oggi la Continassa sarà tutta per loro.
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