"L'anno è stato complicato. Io ho portato il mio modo di lavorare, ho avuto la fortuna di trovare dei ragazzi a cui sono stato da subito credibile. Questo è il segreto dei 70 punti: il giusto feeling, obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. Ora prevale il coronare il risultato che in certi momenti neanche noi ci speravamo più: questo lo rende ancora più atteso. Il calcio è crudele perché in 90 minuti ti giochi tutto". A dirlo è Gian Piero Gasperini, intervenuto in conferenza stampa per presentare la trasferta al Bentegodi, dove la Roma punterà a raccogliere gli ultimi 3 punti in palio per la corsa alla Champions League. Corsa che vede i giallorossi scendere in campo contro la formazione di Paolo Sammarco con 70 punti a pari merito con il Milan che valgono il 4º posto con un vantaggio di 2 lunghezze su Como e Juventus e un ritardo di 3 dal Napoli. Quanto alla concorrenza diretta, le formazioni di Cesc Fabregas e Luciano Spalletti saranno impegnate rispettivamente contro Cremonese (allo Zini) e Torino (all'Olimpico), mentre i rossoneri di Max Allegri e gli azzurri di Antonio Conte ospiteranno Cagliari e Udinese. Queste le parole del tecnico, che ha anzitutto fatto il punto sulle condizioni dei suoi: "Koné? Ha recuperato, si è allenato con noi tutta la settimana: non è al 100%, ma è disponibile. Non so se giocherà dall'inizio. Il caldo incide di più, ma ora c'è tanta attesa. Dobbiamo arrivarci con la testa giusta, la partita è importante. Il bilancio di questa stagione? Faccio fatica oggi, molto dipende dalla gara di domani: sappiamo che sarebbe un traguardo che manca da anni. Dipende da noi, non da altri. Tutti i totali li faremo domani. Oggi prevale l'attenzione oltre alla tensioneTutta la squadra è sul pezzo, consapevole dell'importanza della gara. La settimana sembra lunghissima, ma sarebbe anche il traguardo di una stagione che ci ha visto sempre molto uniti. La squadra ha sempre risposto bene".
Gasperini: "Soulé? Impatto ridotto"
"Abbiamo fatto ottime gare, rispetto al girone d'andata abbiamo fatto più gol. Quindi si hanno sempre maggiori chance di vincere quando si segna tanto. Ero convinto di poter fare un rush finale del genere, chiaro che servivano anche passi falsi delle altre, ma nulla toglie al nostro percorso. Che traguardo sarebbe la Champions? Ogni obiettivo è straordinario se si raggiunge. Ognuno ha dei record da raggiungere. Noi ce lo siamo posto come un traguardo superiore a quello richiesto, ci è servito per andare oltre i nostri limiti. Tutti avvertivamo che era ciò che voleva la gente. La presenza della società? Fondamentale. Si evitano tante situazioni spiacevoli che possono nascere in un luogo di lavoro. La loro presenza dà forza a squadra e ambiente, oltre a dare risposte chiare. Sarà una bella scommessa, spero che il risultato che ci auspichiamo domani possa dare più compattezza a tutto l'ambiente. La loro maggiore presenza può aiutare tutto ciò. Soulé ? Ha fatto una parte di stagione molto positiva, poi è stato assente a lungo e ciò ha ridotto il suo impatto nella squadra. Le caratteristiche erano quelle di un attaccante: l'importante è che stia bene. Quando supererà la pubalgia del tutto, potrà diventare più forte ancora. Perché andare in Champions? Per un discorso economico, che ti permette di avere disponibilità superiore per aumentare il gap con le inseguitrici, oltre ad avere un altro appeal sul mercato. Poi, c'è l'aspetto emotivo: ti gratifica far parte dell'élite del calcio europeo".
Gasperini: "Ora ho chi para e chi segna"
"C'è gratificazione per quanto fatto, ma c'è l'ultima giornata: noi vorremmo evitare di raccontare come è andata, ma lasciare un segnale. I contropiedi? Abbiamo fatto anche tanti risultati contro squadre medio-piccole. Il focus va fatto su tutto, domani incontriamo una squadra retrocessa ma che ha fatto buone gare anche recentemente. Il traguardo è tutt'altro che acquisito: serviranno 90 minuti fatti bene. Il record di Liedholm? Vuol dire che ho fatto tanti campionati, non è il massimo (ride, ndr). Bello essere affiancati a un allenatore del genere, speriamo di raggiungerlo in una situazione del genere. Sarebbe ancor più di valore. Quando ho avuto una prova dell'unione con il gruppo? Quando perdevamo le partite".
"Sempre c'è stata una reazione da parte della squadra. Quando si perde, di solito, escono chiacchiere e polemiche. Nella squadra questo non è mai successo. Rimpianti? Abbiamo fatto tutto in buona fede, anche gli errori... dopo gli errori si riparte, senza non si impara mai. Credo che da tutte le situazioni negative, siamo sempre usciti e abbiamo fatto qualcosa di positivo dopo. La classifica? Mah, io pensavo solo a quella partita senza guardare troppo in là. Gli obiettivi me li pongo lungo la strada, sempre. Guardi chi sei, chi sono gli altri, come giochi e solo in corsa pensi a dove si può arrivare. Svilar in rosa? Un saggio diceva: 'Datemi un attaccante che segna e un portiere che para, al resto ci penso io'. Ora li ho tutti e due... e infatti si vede (ride, ndr)".
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