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Derby Toro-Juve, clima di tensione prima del match tra inseguimenti e bombe carta

Una notte di tensione, un pomeriggio di inquietudine. È il clima irrequieto di un derby di Torino diverso dal solito, un Toro-Juve da ultima di campionato. La scorsa notte, alcuni gruppi organizzati, piuttosto numerosi sia sul fronte granata che su quello bianconero, si sono cercati e “annusati”. Lo scontro era nell’aria, ma il lavoro di prevenzione della Digos ha avuto la meglio. Qualche attimo di tensione, prima nel cuore della movida di sabato sera, poi nei dintorni dello stadio Grande Torino, ma nessun contatto vero e proprio, nessuna rissa.

Tutto rimandato al pomeriggio, quando le due tifoserie torneranno a fiutarsi e anche a vedersi direttamente: perché il cuore caldo del popolo granata si è dato appuntamento alle 17 davanti allo stadio Filadelfia, mentre i tifosi della Juve entrerà nel settore destinato ai tifosi ospiti dello stadio da piazzale San Gabriele da Gorizia, proprio all’intersezione di corso Galileo Ferraris con via Filadelfia.

Facile che il contatto avvenga; almeno quello visivo: verso sera, intorno alle 18,30, quando i granata attraverseranno corso Galileo Ferraris lungo corso Sebastopoli per entrare in piazza d’Armi e avvicinarsi alla curva Maratona, mentre i tifosi bianconeri entreranno nel loro settore.

Ma a dividere le fazioni ci sarà un ampio schieramento di forze dell’ordine che, fra la piscina Monumentale e l’ospedale Koelliker, cercherà di impedire il contatto fisico. Intanto, però, i prodromi di una tensione crescente è annunciata dai botti, dalle esplosioni; proprio come le tre bombe carta esplose in direzione stadio Filadelfia quando non erano ancora le 15,30.

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