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Comolli via, Spalletti ha rinnovato. La Juve deve comunque mettersi in discussione

TMW

La Juve non parteciperà alla prossima Champions League. L’amministratore delegato è in uscita, il tecnico ha rinnovato.

Tra i punti fermi della **Juventus** del futuro non c’è la **Champions League**, ovviamente. Di conseguenza, a meno di sorprese, non ci sarà **Damien Comolli**. L’amministratore delegato pare non avere grossa intenzione di dimettersi, ma non può passare indenne all’anno più disastroso della storia recente del club bianconero, che - tralasciando la stagione della penalizzazione legata al caso plusvalenze - non chiudeva così in basso addirittura da 15 anni. Una iattura che, inevitabilmente, presenterà il suo conto.

**Non è altrettanto scritto** il destino di **Luciano Spalletti**. O meglio: il tecnico di Certaldo ha rinnovato il suo contratto, è l’uomo da cui ripartire. Da quando è arrivato, del resto, la Juve ha comunque mantenuto un andamento da Champions League. Certo, dire che abbia rubato l’occhio, o che proprio non potesse fare meglio in alcuni frangenti - con **Verona** e **Fiorentina** su tutti -, è ben altra cosa.

**Ecco perché**, chiunque ci sia alla guida, alla **Juve** è (di nuovo) il momento di mettere tutto in discussione. Di questa stagione, del resto, non c’è pressoché nulla da salvare. Soprattutto, ci sono equilibri interni da ritoccare, che palesemente non reggono: dall’addio di **Beppe Marotta** in poi, e quindi dalla rottura del dualismo con **Fabio Paratici**, la Juve si è sempre affidata a un solo uomo forte. Lo stesso Paratici, poi Giuntoli, ora Comolli: il disastro del francese resta, ma forse il tema è proprio costruire una dirigenza fatta di pesi e contrappesi. Quelli che alla Juve mancano da troppo tempo.

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