Una serata surreale, senza lieto fine. La Juventus ha pareggiato il derby, ma in fondo già quando era in vantaggio sapeva di essere fuori dalla Champions. La sfida a Torino è iniziata con un'ora di ritardo per la protesta dei tifosi della Juve che non volevano giocare la partita in seguito al ferimento di un tifoso bianconero. Quindi addio contemporaneità: “Io sono sempre l’allenatore che deve analizzare quello che è successo - dice Spalletti a Sky Sport a fine partita - ed è chiaro che può aver influito perché poi nello spogliatoio tutti chiedevano questo. Però dobbiamo crescere, da queste partite si vede il carattere. Non è la stessa cosa avere due punti in più o due punti in meno, non è neanche la stessa cosa diventare differenti, perché si riceve un risultato da un'altra parte per cui è una crescita che assolutamente dovremo fare". Comolli nel prepartita ha detto che con Spalletti bisognerà costruire una grande Juve. "È quello che ci si aspettava tutti e che è corretto in questa maniera, perché noi abbiamo quest’obbligo e l’imposizione per avere i presupposti per lottare con tutti a testa alta. Va fatta per forza una squadra di livello per colmare queste lacune che si sono viste in questi sei o sette mesi anche se la squadra ha lavorato molto bene".
Spalletti: "Non si può dire che i colori bianconeri non devono stare in tribuna"
Spalletti poi chiede di nuovo la linea allo studio di Sky Sport per aggiungere qualcosa che gli sta a cuore. "Stiamo aspettando ancora notizie dal tifoso ferito e speriamo che migliori presto. Se però il giorno prima si fanno comunicati assurdi dove non si vuole il bianco e nero in tribuna, perché sono decisioni assurdi, poi succede questo. Perché poi i problemi non sono i colori, ma quelli che dicono di escludere i colori. Il calcio è uno sport bellissimo, c’erano tantissimi bambini a vedere questa partita, e non si può sentire che un bambino non può mettere la sciarpa bianconera per vedere la partita".
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