Serata difficile da dimenticare allo Stadio Olimpico Grande Torino in occasione del derby tra Torino e Juventus. Prima della partita si sono verificati scontri tra tifoserie che hanno portato al grave ferimento di un sostenitore bianconero. L’uomo, trasportato inizialmente all’ospedale Mauriziano e successivamente al CTO di Torino, è stato sottoposto a un intervento chirurgico durante la gara. Al momento resta ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva delle Molinette. Un clima surreale che ha accompagnato tutta la serata, con cori, contestazioni e un settore ospiti che si è progressivamente svuotato nel corso della partita, dopo la richiesta degli juventini di rimandare la gara e il successivo slittamento del fischio d'inizio alle 21.45.
In campo il derby si è chiuso sul 2-2. La Juventus era partita forte trascinata da Dusan Vlahovic, autore di una doppietta dopo aver recuperato in extremis dall’affaticamento muscolare accusato alla vigilia. Il serbo ha sbloccato il match nel primo tempo su assist di Thuram e ha raddoppiato a inizio ripresa finalizzando una ripartenza guidata da Conceicao. Il Torino però non ha mollato: Casadei ha riaperto il derby di testa e nel finale Che Adams ha trovato il definitivo 2-2 sugli sviluppi di una palla inattiva.
Nel post partita Luciano Spalletti ha voluto dedicare un pensiero al tifoso ferito: "Siamo tutti ad aspettare notizie di questo ragazzo che sta male in ospedale". L’allenatore bianconero ha poi criticato duramente il clima creatosi attorno al derby, parlando di "comunicati assurdi" e sottolineando come il calcio debba restare uno sport capace di unire e non di dividere. Sulla stessa lunghezza d'onda anche mister Roberto D'Aversa: "Per come si era messa è come se avessimo vinto. È chiaro che ci tenevamo davanti al nostro pubblico, devo dire che questa è stata la partita dell'amore: quella nostra nei confronti del nostro popolo e quella dei tifosi del Torino nei confronti della squadra. Quello che è successe è successo al di fuori dello stadio e purtroppo c'è un problema culturale dove bisogna migliorare sotto tutti i punti di vista, perché non è possibile che una tifoseria possa decidere se giocare o meno una partita".