Non c’è stata la ciliegina, ma per Roberto **D’Aversa** è stato comunque un bel finale. Rimontare la **Juventus** da 0-2 a 2-2, salvare un **Torino** disastrato e a serio rischio retrocessione, chiudere da imbattuto nelle sue sei gare allo stadio Olimpico Grande Torino. “Siamo contenti del nostro percorso, **abbiamo mantenuto una media da 1,5 punti a gara che permetterebbe al Toro di arrivare dove gli compete**” ha commentato dopo una stracittadina macchiata dai **violenti scontri tra tifoserie e forze dell’ordine** all’esterno. Dalle sue parole, però, sembra che il derby sia stata la sua ultima panchina granata: “**Ai ragazzi ho dato l’appuntamento domattina (oggi, ndr) al Filadelfia per salutarci**, li ho ringraziato uno per uno e sono orgoglioso per come si sono messi a disposizione perché non era semplice fare quel che si è fatto - ha aggiunto durante la conferenza a tarda notte - e **volevamo lasciare un bel ricordo**: queste, però, non sono parole d’addio, e non dipende da me”.
Già, dipende dal presidente Urbano **Cairo** e dal direttore sportivo Gianluca **Petrachi**, con i quali però non ci sono stati contatti nel post-derby. “Capita spesso che non ci si veda per le interviste, ma **non abbiamo appuntamenti in programma** - la situazione spiegata dal tecnico - penso di aver fatto ciò che mi era stato chiesto: quando mi presero per quattro mesi, dissi loro che avrei fatto di tutto per far cambiare idea”. E Cairo? “**Con Petrachi faremo il punto della situazione e poi prenderemo le nostre decisioni**, ho apprezzato molto D’Aversa e faremo le valutazioni complessive” la risposta del patron sul tema allenatore. Intanto, **la stracittadina continua ad essere una maledizione per il numero uno del club di via Viotti**: vero che per la prima volta dopo 24 anni il Toro ha chiuso da imbattuto le due sfide stagionali contro la Juve, ma d’altra parte il suo score resta di **una vittoria in 34 stracittadine, con 8 pareggi e ben 24 sconfitte** a completare il bilancio.