Beppe Bergomi, si aspettava un impatto così importante da parte di Chivu? «Non lo conoscevo benissimo, ma si vedeva che aveva qualcosa. L’estate scorsa l’ex responsabile del settore giovanile dell’Inter**, Roberto Samaden, mi ha detto che “Cristian ti entra nel cuore”: era ciò di cui avevano bisogno i nerazzurri. Chivu è stato veramente bravo a fare questo e i due trofei sono lì a dimostrarlo». Se dovesse trovare l’uomo copertina della stagione nerazzurra? «Più di tutti direi l'allenatore, che non si è mai lamentato degli infortuni che ci sono stati e ha avuto un modo di comunicare sempre giusto. Poi ci metto Dimarco, che non a caso è stato premiato come miglior giocatore del campionato. Quando hai un terzino che ti fa 18 assist e 7 gol sei destinato a lottare per vincere qualcosa». Non si può non parlare di Lautaro… «Il suo valore e la sua presenza sono fondamentali. Oltre ai gol, però, contano lo spirito e il senso di appartenenza che è riuscito a trasmettere a tutto il gruppo, da vero capitano». L’unica nota negativa della stagione è stata la Champions. Cosa manca per fare il salto di qualità in Europa? «Secondo me è una questione di come è strutturata la squadra: l'anno scorso, così come tre anni fa, era andata oltre ai propri limiti per arrivare a giocarsi la finale. In Europa si gioca un calcio completamente diverso da quello che giochiamo in Italia: tutti i grandi club hanno tre o quattro giocatori offensivi da uno contro uno. Quindi per me l’Inter deve trovare dei giocatori che possano saltare l’uomo, in grado di offrire soluzioni diverse».
Bergomi ed il mercato Inter: "Servirebbe un difensore veloce. Palestra..."
In questo senso dal mercato cosa si aspetta? «Qualcuno partirà per questioni di età, ma in generale credo sia difficile uscire dal 3-5-2 perché Dimarco è bravo a fare il quinto di centrocampo e Calhanoglu è un regista perfetto con le due mezzali. Servirebbe un trequartista o un attaccante con caratteristiche diverse da quelli a disposizione, un difensore veloce e magari un centrocampista di struttura per competere ad altissimo livello».
In questi giorni si parla molto di Palestra: può essere un profilo adatto a questa Inter? «So come ragiona il presidente Marotta e come vuole costruire la squadra. La base sarà ancora quella degli italiani, quindi Palestra è un obiettivo ed è giusto provare a prenderlo. Poi dipende sempre dai costi».
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