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In lista con Gavi, la benedizione di Mourinho e la Juve sulle spalle: dalla Serie C alla Nazionale

Serviva il modello Next Gen per tamponare la sanguinosa crisi del calcio italiano. Alla Juventus lo hanno capito, da anni (una decina): le recentissime convocazioni in Nazionale maggiore di Giacomo Faticanti e Giovanni Daffara, presente e passato della seconda squadra bianconera, gratificano il progetto e soddisfano due esigenze pressanti e correlate. Se da un lato risultano antidoto brevettato alla dispersione del talento nei vivai nostrani, dall’altro assecondano il preciso indirizzo di John Elkann: restaurare un’identità nazionale forte, gettando le fondamenta per quel nuovo blocco azzurro destinato a diventare la spina dorsale della Juventus del futuro. Una traccia sicuramente da ricalcare, ma messa in risalto dalla lista sperimentale del ct ad interim Baldini per le amichevoli di inizio giugno contro Lussemburgo e Grecia: un gruppo composto da 23 Under 21 più capitan Gianluigi Donnarumma. È così che vengono premiati due percorsi diversi ma altrettanto credibili.

Faticanti, dall'esordio con la Roma alla Juventus

Faticanti, metronomo classe 2004, è l’unico calciatore selezionato dopo un’annata disputata in Serie C. La sua seconda con la maglia della Juve Next Gen, in cui è stato protagonista (38 presenze e 3 gol), è stata manifesto di solidità e continuità che hanno garantito la stagione più stabile nella storia della Juve bis. Non che manchi il talento puro: José Mourinho gli concesse l’esordio nella Prima Squadra della Roma contro l’HJK Helsinki, facendolo diventare il primo calciatore italiano nato dopo l’1 gennaio 2004 a scendere in campo in una partita di Europa League. Su di lui pesava la fastidiosa etichetta del predestinato - nel 2021 era stato inserito nella lista dei 60 migliori giovani calciatori dal “The Guardian” (c’era anche Gavi) - che ora è riuscito a scrollarsi di dosso grazie allo step compiuto a ritroso. Il suo cartellino è di proprietà del Lecce: la Juve ha un’opzione e la volontà di acquistarlo a titolo definitivo per concedergli un’esperienza in prestito in Serie B, sempre che Spalletti non abbia idee diverse.

Daffara, il futuro bianconero è nelle tue mani

Daffara viene indicato da molti come il portiere del futuro della Juventus ma non è sempre stato così. Nel suo percorso nel settore giovanile bianconero ha dovuto farsi spazio a suon di parate per ribaltare le previsioni. I due anni in Next Gen gli hanno fatto spiccare il volo, certificando la parabola del portiere costruito per gradi. Giovanni ha volato, eccome, ad Avellino, dove di nuovo ha dovuto sovvertire le gerarchie iniziali, scalzando l’esperto Iannarilli. I numeri in B sono di sostanza: 25 partite giocate, tutte da titolare, per 2.450 minuti complessivi; 72 parate (alcune fenomenali), 39 gol subiti, 3 gare a porta inviolata e anche un rigore neutralizzato. La Juve lo ha già blindato fino al 2028 e per lui ha in mente di alzare ulteriormente l’asticella: ideale sarebbe trovargli collocazione in prestito in una bassa Serie A prima del decollo definitivo, un po’ come accaduto per Carnesecchi alla Cremonese. Quando e se tornerà sarà anche per merito della Next Gen: la Juve e l’Italia ringrazierebbero di cuore.

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