Quando il destino decide, c’è soltanto da aspettare. È quello che hanno fatto il Napoli e Massimiliano Allegri. Si sono conosciuti in maniera fugace nel 1997-98, quando Max era ancora l’acciughina del centrocampo nella stagione della clamorosa retrocessione in B degli azzurri. Lo volle il suo mentore Giovanni Galeone che – per un’altra strana coincidenza – Allegri ha ricordato proprio ieri (scoppiando in lacrime) a Pescara ricevendo il premio alla memoria dell’allenatore scomparso nel 2025. È successo, guarda caso, nel giorno in cui è diventato il nuovo condottiero del Napoli.
De Laurentiis ha rotto gli indugi in mattinata proprio quando Vincenzo Italiano si è liberato – senza alcuna trattativa – dal contratto col Bologna. L’incontro di martedì a Roma tra De Laurentiis, Manna e i suoi agenti aveva partorito una bozza di accordo ma nessuna certezza sulla scelta definitiva. Il presidente azzurro nell’eterno dibattito tra giochisti e risultatisti ha puntato sui secondi - com’era già stato con Conte - e ha preferito Allegri che è una certezza nella gestione dello spogliatoio. Ha metodi meno estremi del suo predecessore e lo ha dimostrato pure alla Juventus. Ha raccolto il testimone dall’allenatore leccese nel 2014 vincendo cinque scudetti di fila in bianconero e quattro Coppe Italia (la quinta è arrivata nel 2024 quando ha terminato la sua seconda esperienza con la Vecchia Signora). Ha disputato pure due finali di Champions. Allegri ha voglia di rimettersi subito in gioco dopo l’esonero del Milan, conseguenza del quinto posto in classifica, e lo dimostrerà cambiando pure dal punto di vista tattico.
L’organico del Napoli gli piace tanto e sta pensando di abbandonare la difesa a tre – che è stato un suo marchio di fabbrica – per adottare il 4-3-3, un sistema di gioco che a Napoli è quasi un manifesto. Proverà a convincere così i tifosi, assieme naturalmente ai risultati, da sempre il suo comandamento. Ha firmato un contratto biennale (con opzione per il terzo anno) e percepirà meno rispetto all’ingaggio del Milan: guadagnerà circa 4 milioni netti a scalare più bonus, in base ai risultati. È un altro segnare chiaro della determinazione di Max: vuole archiviare l’esperienza al Milan dimostrando di essere ancora un vincente. De Laurentiis lo ha scelto anche per questo: gli è piaciuto l’entusiasmo di Allegri, molto legato pure al direttore sportivo Giovanni Manna, uno dei registi dell’operazione che si è concretizzata ieri nel pomeriggio. Si attende soltanto la firma per l’annuncio e le prime parole. A Pescara ha glissato con un sorriso che naturalmente è stata una conferma: «Io al Napoli? E non vi posso mica togliere la notizia...», ha risposto ai cronisti il 58enne livornese, promesso sposo della panchina azzurra già la scorsa estate. Una trattativa praticamente conclusa con Kevin De Bruyne regalo di benvenuto a Napoli. De Laurentiis lo aveva scelto al posto di Conte che sembrava sul punto di accettare la Juventus. Il copione poi subì un brusco colpo di scena a causa della vittoria dello scudetto. Il condottiero leccese ha scelto di restare e Allegri ha allora accettato la corte del Milan per un ritorno che non ha funzionato soprattutto nel girone di ritorno. Dodici mesi più tardi è arrivato il sì. Perché se il destino decide, bisogna soltanto aspettare il momento giusto.