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Totti snobba Del Piero, la Juve e Dybala: "Roma non è Torino, la 10 si guadagna. Su Alex e Spalletti..."

Il rapporto con De Rossi e lo scudetto perso contro la Sampdoria

"Tra me e Daniele non c'è mai stato il minimo attrito, ma massimo rispetto, amicizia e stima reciproca. Non siamo cresciuti insieme ma abbiamo condiviso un percorso lunghissimo. Lui era 'Capitan Futuro', ma di fatto era già un leader e un capitano sotto tanti punti di vista. Le voci della nostra rivalità sono chiacchiere da bar. Nessuna sensazione negativa quando l'ho visto con la fascia da capitano", così Totti ha parlato del rapporto con l'attuale allenatore del Genoa, Daniele De Rossi. Un ricordo doloroso, invece, lo scudetto perso nel 2010 contro l'Inter del Triplete: *"Eravano partiti malissimo. Poi arrivò Claudio Ranieri. In quel periodo c'era l'Inter di Mourinho che era devastante, ci aveva dato 15 punti. Noi facemmo una scalata impressionante, fino a sorpassarli. A pochi partite dalla fine e dopo aver vinto un derby, avevamo un punto di vantaggio. Se avessimo battuto la Sampdoria, avremmo vinto lo scudetto".* Purtroppo, quella partita è finita con la vittoria blucerchiata. "Il primo tempo è stato un dominio assoluto della Roma. Credo uno dei primi tempi più belli della storia del club. Segnai l'1-0, ma poteva finire 7 a 0. Tra il primo e secondo tempo ci sono stati forti dissaporti e screzi interni tra di noi, Quell'episodio ha creato uno scombussolamento interno al gruppo. Poi la Sampdoria è stata brava ad approfittarne a ad avere una reazione d'orgoglio. Dopotutto avevano grandi campioni come Cassano e Pazzini... E Storiari sembrava un polpo".

Il mancato approdo alla Sampdoria

Per concludere, proprio la Sampdoria sarebbe potuta essere una squadra della sua carriera. Poi, il mancato trasferimento nell'estate del 1997, ha cambiato l'intera carriera. "A distanza di anni non ci penso più. La mia fortuna è stata partecipare a quel benedetto 'Città di Roma' all'Olimpico contro Ajax e Borussia Mönchengladbach. Tre giorni prima avevo firmato con la Samp. Se non ci fosse stata quella competizione, la mia carriera sarebbe rimasta un enorme punto interrogativo". La permanenza a Roma voluta da Franco Sensi: "Lo ringrazierò per tutta la vita. A fine partita dichiarò che sarei rimasto a Roma. Il mio desiderio era rimanere per sempre, ma se trovi delle buche lungo il percorso dei schivarle. Non ho mai pensato di non essere un calciatore da Roma, ero semplicemente troppo giovane e dovevo dimostrare il mio valore", ha concluso.

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