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Alisson e Robertson, doppio schiaffo Juve: Spalletti spiazzato. Elkann prende posizione su Comolli

Come En-Nesyri...

Peccato, però, che in merito alla narrazione interna del mercato tutti fossero al corrente di un avanzamento dei lavori importante sia per Alisson che per Robertson: situazioni che somigliano al buco nell’acqua di gennaio con En-Nesyri. Ottolini atterra a Istanbul, ma il marocchino del Fenerbahce gira i tacchi e se ne va. E Spalletti, che ha ripetuto allo sfinimento di aver bisogno di una punta, è rimasto col cerino in mano. Tre indizi legati agli insuccessi di mercato fanno una prova. Schiacciante, in questo caso, su tempi e metodi di tante operazioni non andate a buon fine. Bernardo Silva non può far parte di questo discorso perché legato a doppio filo all’accesso alla Champions, ma il capitolo conclusivo degli affari Alisson e Robertson hanno spiazzato Lucio. Eccome. Anche Elkann non ha gradito che i due affari, dati per imbastiti nei giorni scorsi, siano saltati dal giorno alla notte.

Fiducia a tempo

Così la proprietà, durante l’incontro di ieri alla Continassa, è andata dritta su questo punto. Chiedendo una cosa soltanto: concretezza. Meno parole, più fatti. Chiaro riferimento a Comolli, l’amministratore delegato, che ha scelto di togliere la maschera martedì per abbozzare un mea culpa e guardare avanti. Damien è convinto fino alla morte del proprio progetto, non è incline a compromessi ed è deciso a far risplendere velocemente la Juve**. Motivo che ha spinto Elkann a confermarlo**. Sebbene anche la fiducia abbia un limite da non superare: in questo senso, il mese di giugno, assume importanza notevole nei ragionamenti della proprietà. Perché i giocatori servono e serviranno: in entrata e in uscita.

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