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Vlahovic e la Juve prigionieri in stallo, siamo ai titoli di coda: l’ennesimo smacco per Spalletti

Rinnovo Vlahovic-Juventus: le ragioni dello stallo

Pretese che - manco a dirlo - continuano a rimbalzare dall’altra parte della barricata contro un muro di gomma. La Juve si sente in credito. Con la sorte, certo, ma soprattutto con lui. Troppe le stagioni vissute al di sotto delle aspettative. Troppi i treni persi con ciascuno dei 4 tecnici con cui Vlahovic ha avuto modo di lavorare. Prima, gli alibi per il gioco troppo “attendista” di Allegri, poi quelli per un feeling emotivo mai decollato con Motta, quindi i diverbi con Tudor e infine l’infortunio agli adduttori, che non gli avrebbe permesso di mettersi in luce con l’unico tecnico “giochista” della sua avventura in bianconero. In mezzo l’illusione, ricorrente, che la stagione in essere sarebbe stata quella della consacrazione. Quella in cui sarebbe tornato a incidere come faceva con la maglia della Fiorentina. Un circolo vizioso da cui la dirigenza bianconera sperava di discostarsi definitivamente in estate, prima che fosse lo stesso Spalletti a farla tornare sui propri passi. A convincerla che, in fondo, a parità di prezzo sarebbe praticamente impossibile trovare sul mercato un attaccante più forte, pronto e congeniale al suo gioco. E la Juve, il suo sforzo, l’ha fatto, sedendosi insieme al padre di Dusan. Un interlocutore inedito, eletto da Vlahovic in virtù del gelo più totale tra la dirigenza bianconera e il suo procuratore, Darko Ristic.

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