Ci proverà, Kenan Yildiz. A essere a disposizione per il debutto Mondiale - che per la Turchia inizierà domenica 14 contro l’Australia, alle 6 del mattino italiane -, ma anche a essere più in generale una virtù per il ct Vincenzo Montella. Che ha una bella schiera di giocatori e di opportunità, però uno come Kenan lo vorrebbe sempre dalla sua parte, e poi sempre in forma. Sia per l’evidente qualità palla al piede, sia perché tatticamente Yildiz è diventato una pedina fondamentale dello scacchiere. Questo, e molto altro, è stato effettivamente oggetto di discussione dell’ultima conferenza stampa del commissario tecnico, da cui sono arrivate rassicurazioni sulle condizioni dell’attaccante della Juventus.
Montella: "Kenan sta riprendendo a correre"
«Kenan sta riprendendo adesso a correre un po’ - ha spiegato Montella - e mi auguro che possa recuperare quanto prima». Ma da cosa? Sono passati ormai quindici giorni dal problema muscolare al polpaccio, sommato a un po’ di fastidi al ginocchio - per buona parte della stagione, Kenan ha giocato con un’infiammazione piuttosto dolorosa -, per cui anche il derby era stato praticamente messo in un angolo. Il finale del turco era rimasto un punto interrogativo senza risposte, il suo impegno però mai messo in discussione: per quanto (inevitabilmente) il pensiero fosse anche alla Coppa del Mondo, Yildiz ha provato ad alzare il livello, a rispondere alla carestia da gol. L’ultimo? Il 21 marzo. Primo giorno di primavera. Poi niente più. Otto partite, neanche tutte da titolare, di cui la Juve ha vinto praticamente la metà. Anche perché non ha potuto contare pienamente sull’apporto del suo numero dieci.
Juve, Kenan non si muove da Torino
Che rimarrà a Torino, comunque. Nessun dubbio su quello. Anche perché, almeno sui gioielli di famiglia, la Juve non ha messo alcun prezzo. E nemmeno Kenan ha pensato di dover volare via, magari con l’ambizione di sfruttare questa stagione magica (per lui, e solamente per lui) per posizionarsi tra i talenti in rampa di lancio. No, continuerà la sua crescita a Torino e a tutti, l’ultimo giorno di scuola, ha dato un discreto arrivederci, tentando di mascherare la delusione di un’annata da dimenticare e provando a mettere ogni parte di sé in questa nuova avventura mondiale. Negli Stati Uniti, comunque, Yildiz è atteso come una delle stelle più lucenti. E nessuno ha dimenticato la qualità espressa un anno fa al Mondiale per Club: gol e giocate, emozioni e sensazioni. E poi la promessa, che lo stesso attaccante s’era fatto ai nastri di partenza della stagione appena conclusa: incidere. Farlo sul serio. E ripagare la fiducia della società bianconera, che con la scelta della numero 10 e con il successivo rinnovo l’ha investito del potere di decidere. Ma anche della pressione che ne deriva.
Yildiz, l'orgoglio di rappresentare il suo paese
Ecco, su quello Kenan sa di dover lavorare, per lasciare indietro persino quelle briciole di insoddisfazione che non vanno accumulate, sennò si fa complicata. Davanti a sé, l’occasione più bella e stimolante di tutte: rappresentare il suo Paese, farlo nella competizione più bella che c’è. A un po’ di amici, in particolare ai turchi di Germania, il dieci bianconero non ha fatto promesse, se non quella di mettercela tutta.
Non a caso ha deciso di ricaricarsi a Ratisbona prima di partire per il ritiro con Montella: ha riassaporato casa, ha sentito forte l’orgoglio di chi aspetta questa versione della Turchia come non ha atteso nessun’altra, nemmeno la potenza del 2002.In fondo, lui e Calhanoglu, Arda Guler e l’amico del cuore Can Uzun. Quanto talento c’è. E quanto bene si può fare. A patto che il destino e gli infortuni smettano di tormentare Yildiz. Più o meno, ecco, pare che ci siamo.
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