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L'ennesima rivoluzione della Juventus. Anche se forse servirebbe più gente di campo

TMW

**John Elkann, come ogni estate, cambia il proprio amministratore delegato.** Quasi come fosse un incrocio da non perdere, la Juventus riparte da zero. Da quando Andrea Agnelli si è allontanato dalla plancia di comando ecco che sono arrivati un sacco di problemi. Un sacco di rivoluzioni. E nessun titolo, se non quello di Allegri contro l'Atalanta del maggio 2024, una settimana prima che i nerazzurri distruggessero il Bayer Leverkusen a Dublino. A Roma c'era stato un Koopmeiners incomprensibilmente ectoplasmatico e un Vlahovic capace di firmare l'unico titolo della sua carriera finora, al netto dei milioni guadagnati.

**Elkann stavolta punterà su Carnevali. La scelta, al netto del campanilismo, non può non essere corretta.** Sa benissimo come navigare nelle disperate acque del calcio italiano, le stesse che rischiano di inghiottire Ibrahimovic - seppur ci abbia giocato per anni - oppure diversi altri colleghi che sembrerebbero abbastanza avvezzi ma poi non vengono mai chiamati (qualcuno ha detto Sartori?) al capezzale delle grandi.

**Forse, al netto dell'ad - che detiene un ruolo fondamentale - servirebbe qualcun altro di campo.** Oltre Chiellini che, probabilmente, sarà centrale nella prossima Juventus. Sempre che non sia sotto valutazione pure lui, considerato che fino a cinque giorni fa nessuno voleva far fuori Comolli perché "non c'era bisogno di un capro espiatorio".

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