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Damien Comolli non ha capito il calcio italiano? La Juventus doveva vincere

**Il calcio italiano è probabilmente il più difficile al mondo.** Non tanto per le condizioni di lavoro, che possono essere peggiori in altri paesi - come la Serbia, la Turchia, oppure l'America Latina - bensì perché è uno dei top campionati economicamente parlando, ancora di più della Bundesliga nonostante risultati peggiori, ma che sopravvive con un proprio microclima di incertezza, di provvisorietà.

**Per questo chi si approccia da fuori, come Damien Comolli o Tiago Pinto, ha più di qualche difficoltà.** Il secondo era alla prima vera esperienza da direttore sportivo, nonostante le ottime cose fatte a Benfica, è durato due anni e mezzo - partendo con i piedi di piombo - e si è creato una propria credibilità che ora sta spendendo al Bournemouth. Invece il francese, un passato al Tottenham e al Liverpool con forse un buon curriculum senza mai vincere molto di importante - anzi - si è approcciato al calcio italiano in maniera forse superficiale. Pensava di avere il mondo in mano, ma la Juventus è una macchina con più di qualche difficoltà e con ambizioni serie.

"Vincere è l'unica cosa che conta", dice lo slogan. Quando non si può vincere, in Italia, è meglio pareggiare. Cioè arrivare al quarto posto, che è sempre meglio di niente. Quando hai perso in qualsiasi ambito, probabilmente, la situazione precipita.

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