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Yildiz e il Mondiale che può cambiare la sua dimensione: Montella si affida alla stella della Juve

**Australia-Turchia non è solo una partita del Mondiale**. È una verifica. Per la Turchia, tornata sulla scena più grande dopo una lunga assenza, è il primo esame di maturità di una generazione che ha talento, ambizione e un peso enorme sulle spalle. Per il pubblico italiano, però, **è soprattutto la partita di Kenan Yildiz e Vincenzo Montella: il ragazzo della Juventus e l’allenatore italiano chiamato a trasformare l’energia turca in una squadra adulta.** Quello di Yildiz è il nome che illumina la vigilia. Non perché la Turchia sia una nazionale di un solo giocatore, ma perché il suo profilo racconta perfettamente il calcio contemporaneo: nato in Germania, formato nel Bayern Monaco, cresciuto definitivamente nella Juventus, scelto dalla Turchia, da lui scelta a propria volta, come una delle facce più riconoscibili del nuovo ciclo. Ha tecnica elegante, forza fisica, personalità e quella capacità rara di sembrare sempre sul punto di aprire una porta invisibile nella difesa avversaria.

**Contro l’Australia, però, non basterà la suggestione. Tony Popovic ha costruito una squadra dura, ordinata, fisica, abituata a vivere dentro partite strette.** I Socceroos non concederanno campo per generosità. Difenderanno con tre centrali, due quinti di grande corsa, centrocampisti pronti al contatto e attaccanti capaci di ripartire. Sarà una partita in cui il talento turco dovrà imparare a respirare in spazi piccoli**. Per questo Yildiz diventa la chiave fondamentale per la formazione di Montella,** quella con cui provare ad aprire la serratura australiana. Se riceverà largo, dovrà puntare l’uomo, costringere l’Australia a rompere la propria linea, creare superiorità. Se entrerà dentro il campo, **dovrà dialogare con Arda Güler** e muoversi alle spalle del centrocampo australiano. La sua partita sarà un esercizio di pazienza e improvvisazione. 

Calhanoglu metronomo

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**Montella lo sa.** Da quando siede sulla panchina turca, ha provato a dare ordine a una nazionale che spesso ha vissuto di fiammate, orgoglio e discontinuità. Il suo lavoro non è stato quello di raffreddare la Turchia, ma di darle una forma. Ha portato disciplina senza togliere istinto, struttura senza cancellare emozione. In questo senso, **la sfida con l’Australia è quasi un manifesto**: contro una squadra che farà della resistenza la propria lingua, la Turchia dovrà dimostrare di saper governare la partita, non soltanto accenderla. In subordine, ma non in secondo piano, **c’è Hakan Çalhanoğlu.** È lui l’uomo che può abbassare il battito della squadra, dare il primo passaggio, cambiare lato, scegliere il ritmo. **Se Yildiz è la scintilla e Güler la fantasia, Çalhanoğlu è il metronomo.** La sua posizione da regista basso sarà decisiva per evitare che la Turchia si spezzi in due: talento davanti, frenesia dietro. Contro l’Australia servirà lucidità, perché ogni palla persa può diventare una transizione, ogni eccesso di fiducia una corsa di Irankunda o Touré verso la porta**. Per Yildiz sarà una notte di confine.** Non più soltanto promessa juventina, non ancora stella definitivamente compiuta. Il Mondiale serve anche a questo: prende i giovani di talento e li mette davanti alla domanda più semplice e più crudele. **Quanto sei pronto? [Australia-Turchia](https://www.tuttosport.com/news/calcio/mondiali-2026/2026/06/13-149159878/australia-turchia_orario_diretta_probabili_formazioni_e_dove_vedere_in_tv_e_streaming_il_mondiale) può iniziare a dare una risposta.**  

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