TORINO - “Acta non verba”. Del resto, non potevano di certo bastare le belle parole elargite da Giovanni Carnevali nel corso del summit vis-a-vis andato in scena a Rimini lunedì pomeriggio con la delegazione parigina. Per spazzare via ogni dubbio e mettere il Paris Saint-Germain davanti alla realtà dei fatti ci voleva un po’ di sana concretezza. Quella che era mancata al precedente ad nell’agosto del 2024, quando si era illuso che tirando a più non posso la corda, prima o poi, avrebbe indotto i parigini ad assecondarne richieste e condizioni.
Il risultato: una frattura diplomatica che ha “obbligato” il Psg a piazzare Kolo Muani altrove (peraltro senza alcuna garanzia sul suo riscatto) e indotto Comolli a virare su Lois Openda per la bellezza di 46 milioni... Ma la Juve, stavolta, non si è fatta attendere, plasmando nella mattinata di ieri con un’offerta ufficiale da 33 milioni il suo desiderio impellente di riportare l’attaccante francese a Torino. Sì, il primo assalto è andato a vuoto, con il “no” secco del Psg che continua a valutare il ragazzo non meno di 40 milioni, ma la sensazione rimasta nell’aria è che i club, ora, siano davvero disposti a fare di tutto perché l’affare vada in porto nel minor tempo possibile.
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