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Lazio, da Ponte Milvio al Flaminio oggi c’è il corteo del dissenso

Il giorno è arrivato. Oggi il popolo biancoceleste scende in piazza per quella che gli stessi gruppi organizzati hanno definito «la più grande manifestazione di dissenso della storia delle tifoserie italiane». Non solo una protesta contro Lotito, ma una lunga giornata di confronto, musica e partecipazione che farà da contraltare agli spalti vuoti dell'Olimpico, scelti come forma di contestazione durante la scorsa stagione e anche per quella che deve ancora iniziare.

L'evento e l'appuntamento

L'appuntamento è fissato alle 17.30 a Ponte Milvio, lato piazzale Cardinal Consalvi. Da lì partirà il corteo che attraverserà uno dei luoghi simbolo del tifo laziale fino a raggiungere piazzale Ankara, sotto lo stadio Flaminio, dove la manifestazione proseguirà fino a tarda sera. Sul palco si alterneranno dibattiti, testimonianze e momenti di intrattenimento, con la partecipazione di personaggi storicamente legati al mondo Lazio, artisti e cantanti. Tra gli ospiti attesi dovrebbe esserci anche Briga, protagonista in passato di alcune esibizioni organizzate dalla società prima delle partite all'Olimpico. Gli organizzatori parlano dell'«ennesimo atto d'amore per la libertà della Lazio», una manifestazione che nasce dalla volontà di dare continuità a una protesta che, negli ultimi mesi, si è tradotta nella scelta di disertare le gare casalinghe, rinunciare agli abbonamenti e promuovere il boicottaggio delle iniziative commerciali (disdetta degli abbonamenti alle piattaforme televisive che trasmettono la Lazio) e politiche (volontà di non dare voti a Forza Italia, partito di riferimento del senatore) legate alla società: «Abbiamo il dovere morale di farci sentire, vedere e anche di farci contare», avevano scritto nei giorni scorsi i gruppi organizzati del tifo laziale, accompagnando l'invito con uno slogan destinato a diventare il filo conduttore della giornata: «La libertà non è un'elargizione, è una conquista».

La scelta del Flaminio

La scelta del Flaminio come punto d'arrivo non è casuale. Da una parte rappresenta uno dei luoghi simbolo della storia laziale, dall'altra è al centro del progetto di riqualificazione promosso dalla società. Oggi, però, diventerà soprattutto il punto di raccolta di una protesta che punta a riempire le strade dopo aver svuotato gli spalti dell'Olimpico. Il messaggio rivolto ai tifosi è stato chiaro fin dall'inizio: partecipare indipendentemente dalle diverse posizioni sulla campagna abbonamenti. L'invito è stato esteso a tutti, dagli ultras ai semplici sostenitori, passando per famiglie, giovani, artisti, giornalisti e personaggi del mondo biancoceleste. L'idea è quella di trasformare la manifestazione in un momento di condivisione della lazialità oltre che di contestazione. Sarà la terza estate consecutiva contraddistinta da una protesta verso Lotito, dal corteo del giugno 2024 tra Flaminio e Ponte Milvio, a quello del luglio 2025 davanti il Campidoglio. Oggi, però, il contesto appare ancora più delicato. La piazza si prepara ad alzare ancora la voce, per «un qualcosa che resterà nella storia».

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