Wingardium Leviosa è l’incantesimo che Weston McKennie ha applicato sulla nazionale statunitense a questo Mondiale. Direttamente dai libri di Harry Potter, di cui è grande fan, annulla la gravità e rende leggerissimi anche gli elementi più pesanti. Come gli occhi di una nazione sulla squadra che li rappresenta nei mondiali di casa, una pressione che da insostenibile è diventata benzina per il centrocampista e tutta la squadra. Weston la sta vivendo senza abdicare al proprio essere, smontando anche le certezze di chi pensa che caciaroni e ironici siano caratteristiche che non possano andare insieme a serietà e applicazione. Dalla Continassa alle sedi del ritiro a stelle e strisce, non cambia nulla. È lui l’anima della festa anche quando la festa non c’è: alza il volume della musica e imposta la playlist che suona dalle casse portatili, coinvolge i compagni in momenti di gioco e leggerezza. Ma tiene tutti sul pezzo, come ha fatto con le dichiarazioni post partita: «In questa fase del torneo, dove ogni giocatore è importante, penso sia una cosa un po’ assurda l’espulsione di Balogun. Alla fine il mio lavoro è andare là fuori, cercare di fare punti e vincere le partite: che siamo in dieci o che ci manchi un giocatore nella prossima gara, il prossimo si farà trovare pronto e darà il suo contributo alla squadra».
Il problem solving di McKennie
Ed è ancora lui, qualche giorno fa, a rischiare di rimanere bloccato a chilometri di distanza dal raduno della squadra – durante un giorno libero -, per “colpa” di una pizza. Anche in quel caso, insieme al milanista Pulisic, ha mostrato problem solving convincendo un autonoleggiatore a riaccompagnarli con un golf cart. La stessa capacità di uscire dalle situazioni complicate che poi mostra in campo. Lo racconta un dato raccolto da Opta durante la competizione mondiale: ha completato 13 passaggi che hanno rotto la linea difensiva avversaria, di cui 5 soltanto nell’ultima partita contro la Bosnia; almeno quattro in più rispetto a qualsiasi altro giocatore. Fotografia dettagliata del contributo che McKennie sta dando sul terreno di gioco.
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