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Non si sperpera, si investe: come sarà il mercato dopo Ekhator. Non è una Juve per vecchi, ma...

Non sarà una Juve per vecchi, parafrasando il romanzo di Cormac McCarthy da cui è tratto l’ancora più noto film capolavoro dei fratelli Coen, “No country for old men”, “Non è un Paese per vecchi”: è la nuova strategia bianconera, ma va spiegata nel dettaglio per evitare di incappare in equivoci. Questo non significa che non arriveranno calciatori esperti, nella sessione di mercato già in piena attività: da tale punto di vista, Luciano Spalletti può stare tranquillo. Però sarà rivisto e reinterpretato il concetto di “instant team” che aveva cominciato a portare avanti Damien Comolli: l’idea di una squadra con un’età media più alta, maggiore esperienza e personalità non verrà del tutto abiurata, ma la filosofia da seguire sarà differente.

L’idea del nuovo ad e dg Giovanni Carnevali è chiara ed è resa ancora più forte dalle prime mosse della sua gestione: se andranno effettuati degli investimenti, anche consistenti, andranno rivolti principalmente ai giovani, ai talenti di prospettiva. Dunque, la linea guida da seguire è: non si spende, si investe. Così è da interpretare l’operazione che a portato a Torino, un po’ a sorpresa, Jeff Ekhator nella tarda serata del 30 giugno, in tempo per le questioni relative ai bilanci di Juve e Genoa, il club in cui l’azzurrino è cresciuto e nel quale giocherà David Puczka, seguendo il percorso inverso. Di fatto, l’operazione portata avanti e chiusa dal ds Ottolini, con l’avallo del nuovo ad, è un forte segnale che la Juve manda per evidenziare il cambio di rotta: non c’è timore nell’investire anche somme ingenti, a patto che sia per profili ritenuti futuribili, dunque potenziali campioni ancora da scoprire e da costruire.

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