TORINO - Isolato da tutto e tutti, con lo sguardo fisso verso la tv. Luciano Spalletti l’ha trascorsa così la sua ultima notte toscana prima del rientro a Torino. Proprio lui, che di quel posto ne rimpiange quotidianamente i colori, la quiete, i profumi. Tutta colpa di un’ossessione sacrosanta. Di un’ipotesi che - per quanto complessa e difficilmente percorribile - continua a elettrizzarlo al punto da perdere letteralmente il sonno. Quella di allenare in bianconero Brahim Diaz. Ecco, se esiste un filo rosso o una linea di continuità che unisce la precedente gestione di Damien Comolli con quella del neo ad Giovanni Carnevali, va trovata proprio in quel nome sussurrato - e poi ribadito con forza a entrambi - da Luciano Spalletti. Della serie: «Fate di tutto per portarmi Brahim perché come lui non c’è nessun altro».
Brahim Diaz, Spalletti chiama Carnevali
E a margine del match vinto dal Marocco contro il Canada - peraltro grazie a una prova straripante del fantasista marocchino, entrato in entrambi i gol e diventato il giocatore con più assist in un Mondiale (4) nella storia del calcio africano - Lucio non ha perso occasione per ribadire telefonicamente il concetto a Carnevali.
Dopo la missione dell’ad in Versilia, i due si rincontreranno questa mattina alla Continassa, a meno di una settimana dalla ripresa dei lavori, per fare il punto della situazione sulle varie trattative di mercato. A cominciare da Kolo Muani e Muharemovic: i profili che il tecnico bianconero spera di abbracciare già lunedì prossimo.
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