Pellegrino, il piano Juve
Siamo ai dettagli, o forse alla svolta filosofica di un mercato che non aspetta i ritardatari. La palla, adesso, passa al Parma. Se dalle parti del Ducato si deciderà di limare quelle pretese, di scendere a più miti consigli abbandonando la trincea dei 30 milioni, allora la Juve potrebbe davvero provare a sferrare il colpo. Quello definitivo, da dentro o fuori. Un azzardo calcolato, un rilancio sul futuro: l’idea che solletica la Continassa è quella di un investimento “a scoppio ritardato”, un foglio cambiale da firmare oggi ma da incassare domani, blindato dai milioni d’oro della prossima qualificazione in Champions League.
Pellegrino a Torino per prendersi l’Europa meno nobile, per crescere all’ombra della Mole e, chissà, trasformarsi tra dodici mesi in una scommessa da rivalutare, e magari monetizzare a peso d’oro nella’estate del 2027. Il tavolo è pronto, le carte sono distribuite. Resta da capire chi, tra Torino e Parma, avrà il coraggio di fare all-in.
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